Salto dello squalo
29 Dicembre Dic 2018 0600 29 dicembre 2018

L’episodio interattivo di Black Mirror? Stavolta ve lo recensite da soli

Dopo un anno dagli ultimi episodi, Netflix ha rilasciato il secondo speciale natalizio della storia di Black Mirror, sempre scritto da Charlie Brooker, che questa volta si è inventato un marchingegno folle sul serio, ma soprattutto, interattivo

Black Mirror Bandersnatch Selection
Un fotogramma dell'episodio

Sembrano passati secoli da quando uscì il primo episodio di Black Mirror. Era dicembre, era il 2011, passò su Channel 4 e in Italia quasi nessuno ne sapeva niente. Era un thriller politico in cui sostanzialmente non c’era traccia di quella critica distopica alla tecnologia che avrebbe caratterizzato tutto il resto della seria tanto da trasformarne il titolo, negli anni, in un vero e proprio sinonimo di futuro distopico, prendendo il posto, nell’immaginario e nel linguaggio, di orwelliano.

Nel corso degli anni e delle stagioni, la serie ideata da Charlie Brooker e il mondo in cui viviamo hanno dato l’impressione di avvicinarsi sempre di più. Difficile dire se più per merito del genio di Brooker o più per colpa del mondo reale e della tecnologia che nel frattempo ci evolveva addosso, ma le storie che ci raccontava sono passate dall’effetto del darci la vertigine per un futuro spaventoso che stava arrivando, a darci un’altra vertigine, più cupa e più terrificante: quella di vivere già nel mondo distopico di cui Black Mirror parla.

Ora, dopo 18 episodi regolari e uno natalizio, Black Mirror ha compiuto un passo enorme, sia per se stesso che per Netflix, la piattaforma che ne ha comprato i diritti da Channel 4 e che da due stagioni sta producendo la serie. Con questa seconda puntata natalizia, infatti, Charlie Brooker ha messo il turbo e ha fatto una cosa che nessuno aveva mai provato prima, quanto meno con un film o con una serie tv: l’ha fatta interattiva.

Sì, interattiva. Esattamente. Sì, quello che stai pensando in questo momento: puoi scegliere tu come si comporta il protagonista, Stefan, un ragazzino che sogna di programmare videogiochi e che sta, toh, giusto giusto programmando un gioco interattivo tratto da un libro game. E sì, puoi farlo veramente su un sacco di cose e parecchie volte: da che cosa fargli mangiare a colazione a come interagire con alcune delle situazioni in cui si trova. Decidi tu al posto suo. O almeno, così sembra. Così ti fa credere, e ci riesce molto bene.

Detta così è una figata. Detta così è Black Mirror che finalmente finisce il suo inseguimento sulla distopia e, dopo aver raggiunto il mondo in cui viviamo e che ci sembra sempre più simile a quello di Black Mirror, finalmente è riuscito a blackmirrorizzare se stesso. Black mirror è diventato il black mirror, lo specchio nero che ti lascia con la vertigine, ok, ma funziona?

Ora facciamo che puoi scegliere tu. Vuoi sapere la cruda verità o vuoi sentirti raccontare una bella bugia?

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