Grandi Manovre
3 Gennaio Gen 2019 0600 03 gennaio 2019

Crisi? No grazie: Lega e Cinque Stelle fanno campagna acquisti per durare cinque anni

C’è chi dice che le espulsioni di De Falco e degli altri dissidenti del Movimento preluda a una caduta del governo. La realtà è che accadrà l’opposto: che alle uscite da sinistra seguiranno ingresso da destra. Per puntellare una maggioranza gialloverde sempre più politica

Dimaio Defalco Linkiesta
Tiziana FABI / AFP

Dall’indomani dei botti dei Capodanno non si parla d’altro. Nei bar del centro della Capitale, ritrovo di politici e giornalisti, e nelle telefonate di rito fra i parlamentari per lo scambio degli auguri di buon anno si fa solo di conto sui numeri della maggioranza in Senato. Un retro pensiero si nasconde dietro questa somma algebrica: l’esecutivo gialloverde mangerà la Colomba pasquale? Le opposizioni azzardano: «Non arriveranno a gustarsi nemmeno le chiacchiere di carnevale». Il dilemma di cui sopra è strettamente connesso alle espulsioni del comandante Gregorio De Falco e di Saverio de Bonis dal gruppo del M5S. Una presa di posizione che assottiglia la cifra dei gialloverde a palazzo Madama e che apparentemente rende più fragile palazzo Chigi e dintorni.

Ma, a parere di molti, rende ancora più fragile il M5S di Di Maio e Dibba. Anche perché nelle prossime ore potrebbero consumarsi altre espulsioni. Paola Nugnes ed Elena Fattori hanno un procedimento pendente e molto presto il collegio dei probiviri si pronuncerà su queste due senatrici ormai in rotta di collisione con un movimento del quale sono rimasti delusi. «È stato un errore espellere Gregorio», attacca la pasionaria Nugnes.

Liberarsi degli intransigenti di sinistra può essere una mossa per spianare la strada a un esecutivo di legislatura. Della durata di cinque anni. Cui poi segue un’altra mossa: l’uscita dell’anima sinistra dei grillozzi potrebbe innescare una campagna acquista a destra

Ma è davvero così? È stato davvero un errore accompagnare alla porta di ingresso un senatore che fin dal primo istante non ha condiviso un bel niente dell’esperienza di governo gialloverde? Sarà un errore mettere nelle condizioni di andare via due senatrici, Fattori e Nugnes, che ogni giorno su Facebook sferzano le politiche dell’esecutivo definendole di destra? A queste domande risponde un senatore di lungo corso che preferisce non rivelare l’identità. «Quattro voti sono pochi, ma nessuno vuole andare a casa», ironizza.

Battute a parte, mormorano dai piani del Senato, che la fuoriuscita dell’ala dissidente del movimento potrebbe addirittura rafforzare la maggioranza gialloverde. Come? Il ragionamento che si fa a palazzo Madama suona più o meno così: «De Falco, Nugnes, Fattori rappresentano l’ala sinistra. Hanno posizioni che si sposano con quelle di Liberi e uguali. Si siederanno al misto e voteranno allo stesso modo della De Petris (Loredana De Petris, senatrice di LeU, pasionaria di sinistra. ndr.)».

Tradotto, liberarsi degli intransigenti di sinistra può essere una mossa per spianare la strada a un esecutivo di legislatura. Della durata di cinque anni. Cui poi segue un’altra mossa: l’uscita dell’anima sinistra dei grillozzi potrebbe innescare una campagna acquista a destra. Da giorni a palazzo Madama un numero significativo di senatori berlusconiani starebbero bussando alla porta della Lega di Salvini. Disperati dell’incosistenza dell’opposizione azzurra lamentano che sarebbe «assai blanda e troppo simile a quella del Pd». «Alle Europee saremo asfaltati dalla Lega», sbottano.

Se fino ad oggi Salvini è stato restio a prendersi pezzi di berlusconismo per allargare la maggioranza gialloverde, oggi lo scenario starebbe mutando e Salvini potrebbe decidere di aprire la porta agli azzurri. O comunque far nascere alla sua sinistra un gruppetto di responsabili di rito filoleghista. Ecco perché dalle parti di palazzo Chigi nessuno è spaventato dal pallottoliere di palazzo Madama. Anzi. Un ministro avrebbe confidato a un amico: «Abbiamo la fila fuori dai nostri gruppi parlamentari».

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