Letture
7 Gennaio Gen 2019 0930 07 gennaio 2019

50 libri che Italo Calvino consigliava ai ragazzi

Tra i titoli della Biblioteca Giovani della Einaudi, che Calvino curava, c'è di tutto un po'. Da Tolstoj e Twain a Shakespeare e Sciascia, ecco l'elenco riveduto e corretto. Perché saranno pure letture per ragazzi, ma certo bisogna osare di più

Calvino
da Flickr, di Tullio Saba

Che cos’è una pedagogia culturale? È l’uso strumentale della letteratura, e in subordine della storia, per piegare le generazioni a venire e strumentalizzare, manipolare le coscienze. E chi lo ha fatto più di altri nel secondo Novecento italiano? La casa Einaudi. E lì dentro, chi leggeva i manoscritti e stilava a metà anni Settanta la collana Biblioteca giovani? Italo Calvino.

Un autore vero è Calvino, a tratti meschino ma sostanzialmente valido come pensatore. Finissimo manipolatore. Inventore di storie più o meno lunghe per ragazzi. E d’altro canto autore di lettere vivacissime, mosse, vere alla donna (perché maggiore di lui) già sposata che lo ispirava a scrivere le storie suddette per ragazzi. Una musa è stata dunque, per Calvino, Elsa De Giorgi, e le lettere degli anni Cinquanta che i due si scambiarono sono uscite col bel titolo Ho preso il treno per te(Feltrinelli). Ne riparleremo.

Ora il punto è – posto che Calvino sa parlare sia ai ragazzi che al cuore e al corpo di una donna – assodato che i grandi scrittori sono sfaccettati, perché non vedere ancora un altro lato di Italo? E precisamente la sua scelta di testi letterari per ragazzi tra 15 e 19 anni. Le sue riflessioni le leggete in Mondo scritto e mondo non scritto con Mondadori. Qui sotto provo a rivedere le bucce alla pedagogia mistica di Calvino.

Scrive Orwell (Nel ventre della balena, ristampato come Letteratura palestra di libertà) che ai bambini bisogna togliere dalle mani Peter Pan e dargli le porcate del Satyricon. Questo in Inghilterra quasi cento anni fa. Aggiungete poi che l’autore sporcaccione del Satyricon era un maestro di eleganze letterarie, e quadrate il cerchio. I grandi sono così.

Perché in Italia non si è parlato di una scoperta immensa? Del romanzo pornografico “Berlino bordello cosmico” scritto dal compassato-apollineo-cosamenefregadellaplebe Rudolf Borchardt? Si dirà che è di primo Novecento e perciò vecchio? Ma se leggete Adelphi avrete notato il suo nome nel catalogo. Storie pulite e linde e magniloquenti. Fate finta di essere dei bambini. Smettetela coi patemi intangibili e psichici di casa Adelphi e leggete Borchardt giovane, studente allegro di lettere antiche che pratica benissimo le zozzerie di cui scrive in Weltpuff Berlin.

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