Sfide del futuro
7 Gennaio Gen 2019 0559 07 gennaio 2019

Vivere bene in un futuro iperconnesso? Per farlo, dovremo imparare a condividere di più

L'uomo non è mai stato davvero pronto per le rivoluzioni tecnologiche, le ha semplicemente assimilate. Quella dell'Internet of Everything, però, mette in discussione il nostro stesso essere umani: per vivere in un mondo migliore dovremo quindi essere pronti a fare la nostra parte

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Photo by Alex Knight on Unsplash

Quando la cosiddetta Rivoluzione Digitale sarà giunta al suo prossimo stadio, già oggi in fase avanzata di realizzazione e di compimento, ci troveremo davanti a un mondo in cui tutto sarà connesso in Rete e molto di ciò che vediamo e usiamo sarà dotato di memoria, sensori, di “occhi” e di intelligenza artificiale.

Avremo automobili che si guidano da sole e che prendono decisioni in autonomia; frigoriferi che guardano al proprio interno e gestiscono le scorte alimentari in funzione delle nostre necessità, dei nostri gusti, delle nostre esigenze sanitarie, delle occasioni di consumo dei cibi e molto altro. Avremo abiti che monitorano la nostra temperatura corporea e si adeguano alle condizioni climatiche, occhiali che non soltanto ci aiutano a vedere meglio, ma che aggiungono informazioni a ciò che vediamo.

Avremo tutto questo e molto di più. Tutto ciò che ci circonda sarà capace di vedere, di sentire, di analizzare la realtà e di interagire con essa e con le persone, siano esse ad un metro di distanza o dall’altra parte del mondo. Essi e tutti quanti noi saremo connessi in Rete e potremo interagire sul piano fisico e su quello virtuale, parte di un mondo sempre meno in mano al caso e alle circostanze e sempre più controllato, pianificato, gestito.

Oggi facciamo ancora fatica a renderci conto di cosa potrà significare tutto ciò. La maggior parte delle opinioni che ci siamo fatti di questo nuovo mondo derivano dalla fantascienza, dalla fiction, da centinaia di film che hanno affrontato la Rivoluzione Digitale dal punto di vista di chi l’ha già vissuta, di società futuribili e ipotetiche che in quel futuro ci vivono già dentro, ma la verità è che nessuno di noi è davvero pronto a questo salto nel tempo, ormai più che prossimo.

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