previsioni friulane
8 Gennaio Gen 2019 0559 08 gennaio 2019

Come sarà il 2019? Lo rivela un antico rito propiziatorio celtico

La tradizione friulana del “pignarûl” accompagna i giorni dell’Epifania costellando la regione di fuochi e falò. Dal fumo e dalla direzione che prende si potrà capire come sarà l’anno che viene. Spoiler: non buonissimo

Femenate
Il rito della femenate di Paularo (Ud), immagine dell’autore

«Sarà un anno non facile». Ci saranno disgrazie e difficoltà, «ma con l’unione riusciremo a superare anche queste». Parole del Vecchio Venerando, il “vieli” (come si dice in friulano) che, con la lunga barba bianca e lo sguardo attento, ha presenziato anche quest’anno al tradizionale rito del pignarûl, cioè il falò dell’Epifania di Tarcento (Udine). Dalla direzione presa dal fumo del falò il Vecchio trae i suoi vaticini per l’anno che viene. E stavolta, come si riporta qui, non è andata bene.

«Il fumo è andato verso Nord, non una buona direzione». Certo, «sarebbe stato peggio se fosse andato verso Ovest». Il 2019, ne deduce, avrà in serbo problemi e sacrifici e, aggiunge, siccità. Il rito, oggi considerato poco più di un evento folkloristico, è diffuso in tutto il Nordest, in particolare nel Friuli Venezia Giulia.

I giorni vicini all’Epifania vedono l’accensione di fuochi e falò in quasi tutti i comuni della regione, alcuni – come quello di Tarcento – anche accompagnati da rievocazioni storiche, canti e gare di velocità (vince il più veloce a trasportare una carriola di legna), altri, invece, hanno un pupazzo di stracci issato in cima, di solito a forma di donna (la femenate, donnaccia) che simbolizza la stagione del freddo che viene bruciata e sconfitta.

Ogni fuoco dà origine al fumo e ogni fumo consente previsioni per l’anno nuovo. Si tratta di tradizioni contadine che, secondo alcuni studiosi, risalgono a un passato lontanissimo, forse addirittura a usanze celtiche. Secondo alcune testimonianze proprio i celti, per onorare le divinità, erano soliti preparare grandi fuochi con in cima un fantoccio da bruciare, e poi si davano a balli e canti propiziatori. Come si vede, non è cambiato molto.

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