Tech e salute
9 Gennaio Gen 2019 0600 09 gennaio 2019

Lotta all’Alzheimer: l’intelligenza artificiale individua i sintomi con sei anni di anticipo

Un passo in avanti fondamentale perché permetterebbe di somministrare farmaci e cure in grado di rallentare il progresso della malattia

572Px PET Alzheimer
da Wikimedia

Non tutta l’Intelligenza Artificiale vien per nuocere. Questa, per esempio, aiuta a individuare i segni dell’Alzheimer con sei anni di anticipo rispetto alla diagnosi clinica di un dottore. Il livello di accuratezza, assicurano gli scienziati dell’University of California San Francisco che hanno elaborato il modello (pubblicato in uno studio di Radiology), è molto alto.

Il meccanismo è sempre il solito: gli studiosi hanno allenato l’algoritmo con 1.921 immagini tomografiche estratte dall’immenso (e pubblico) archivio dell’Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative (ADNI), dove sono conservate le scansioni di decine e decine di pazienti che, nel tempo, hanno sviluppato l’Alzheimer o altre forme di handicap cognitivi. Alla fine il programma ha imparato da solo a riconoscere i tratti distintivi principali per prevedere lo sviluppo dell’Alzheimer. – e distinguerla da altri disturbi. Ha imparato così bene da superare i medici stessi.

La dimostrazione è avvenuta con un test preparato dagli scienziati stessi: l’algoritmo, ormai allenato, è stato messo alla prova con scansioni nuove. Le prime 188 provenivano dallo stesso database, quello dell’ADNI, ma non erano state utilizzate nel processo di formazione. La seconda tranche era composta, invece, da scansioni recentissime di 40 pazienti, che portavano i segni di possibili difficoltà cognitive.

Come è andata? Molto bene: nel primo test l’algoritmo ha identificato e diagnosticato l’Alzheimer nel 92% dei casi che, in effetti, l’hanno sviluppata davvero. Nel secondo è arrivato fino al 98%. Sempre meglio.

Anticipare la diagnosi, come spiega Jae Ho Sohn, direttore del dipartimento che ha compiuto le ricerche, nel caso dell’Alzheimer è fondamentale. Visto che non esiste una cura, un intervento tempestivo permette di somministrare alcuni farmaci che aiutano a rallentare se non a bloccare il progresso della malattia. Finora, “una delle difficoltà con l’Alzheimer è che quando i sintomi clinici diventano manifesti – tali da poter fare una diagnosi – sono già morti troppi neuroni, rendendo la situazione di fatto irreversibile”.

Forse stavolta le cose potranno cambiare.

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