Propaganda e realtà
10 Gennaio Gen 2019 1325 10 gennaio 2019

La soluzione di Salvini con i migranti? Nasconderli sotto il tappeto

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadisce lo slogan sui porti chiusi e zero sbarchi, sottolineando che nessuno dei profughi sarà a carico dello Stato. Ma la strategia salviniana di “voler nascondere i migranti sotto il tappeto” non regge più

Migranti Malta Linkiesta
(Matthew Mirabelli / AFP)

Quindici dei 49 migranti sbarcati dalla Sea Watch a Malta saranno affidati alla Chiesa Valdese siciliana. Cento di quelli che erano a bordo della Nave Diciotti sono stati accolti dai vescovi italiani. Mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadisce e ribadiva coram populo lo slogan sui porti chiusi e zero sbarchi finché è lui il capitano al comando dell’Italia, sottolineando per di più (in entrambi i casi) che nessuno dei profughi sarà a carico dello Stato. Come dire: possono stare tranquilli i contribuenti elettori leghisti, l’accoglienza dei nuovi migranti per loro sarà “a costo zero”. Salvini 1- Europa 0? Il copione si ripete, e anche la messinscena. Ma la strategia salviniana di “voler nascondere i migranti sotto il tappeto” fa ormai polvere da tutte le parti. L’idea di gestire l’immigrazione a suon di slogan elettorali, tra il decreto sicurezza e la condanna a morte di Riace, è un po’ come fermare il vento con le mani. Potrà fargli guadagnare qualche voto, ma il vento poi farà il suo corso.

Perché se è vero che l’accordo chiuso da Palazzo Chigi prevede che i 15 profughi vengano registrati a Malta ed è lì, secondo il regolamento di Dublino, che dovranno eventualmente chiedere asilo, è anche vero che gli altri migranti arrivati in Italia durante l’estate – che avrebbero dovuto essere ricollocati tra Francia, Germania, Spagna, Malta e Portogallo – sono ancora sul nostro territorio ad aspettare il trasferimento. Sono in Italia i 318 migranti sbarcati a Pozzallo il 16 luglio 2018 a bordo di “Monte Speroni” e “Protector”, e sono in Italia ancora i migranti che erano a bordo della Diciotti.

Bastano questi due fatti per dire nero su bianco che: i porti, no, non sono chiusi affatto; e anche il claim del “costo zero” per i cittadini non tiene. Anche perché gran parte dell’accoglienza (circa l’80%) la Chiesa la fa anche grazie ai trasferimenti statali. E pure la Chiesa Valdese si finanzia con l’otto per mille dei contribuenti, oltre a comparire tra i beneficiari di tanti dei soldi pubblici erogati da ministeri ed enti pubblici.

Basta guardare i dati per capire che gli sbarchi in Italia continuano e che i porti non sono chiusi, checché ne dica Salvini. Da giugno 2018, quando l’attuale governo è entrato in carica, fino al 10 gennaio, il Viminale ha calcolato 9.991 arrivi sulle coste italiane

E basta guardare i dati per capire che gli sbarchi in Italia continuano, checché ne dica Salvini. Da giugno 2018, quando l’attuale governo è entrato in carica, fino al 10 gennaio, il Viminale ha calcolato 9.991 arrivi sulle coste italiane. Senza contare i cosiddetti “sbarchi fantasma”: i gommoni veloci o barchini che trasportano 10-15 persone alla volte viaggiando dalle coste del Maghreb alla Sicilia in poche ore; o le barche a vela “di prima classe” che approdano in Calabria o in Puglia direttamente dalle coste turche. I migranti arrivano, scendono e abbandonano i resti delle imbarcazioni lungo la costa: fanno tutto da soli, non hanno a che fare con le ong e con i proclami del Viminale. Solo qualcuno rientra nelle statistiche ufficiali. La maggior parte fa perdere ogni traccia, finendo nel mondo degli irregolari che tentano di passare i confini a Nord.

Lo stesso mondo degli irregolari in cui precipiteranno tanti di quelli che, per effetto del decreto sicurezza, del dimezzamento degli Sprar e della eliminazione dei permessi umanitari, si trovano già oggi senza documenti. Passando da situazioni di regolarità, magari con una casa e un posto di lavoro, alla completa irregolarità. E c’è un lungo elenco di studi che dimostra come irregolarità e criminalità spesso vanno di pari passo, portandosi dietro tutti i costi (economici e sociali) che questo comporta.

Sull’emergenza, sulle navi bloccate in mare per mostrare a tutti la linea dura contro l’Europa, sui migranti finiti in strada per dire di aver vinto contro Mimmo Lucano, Salvini, la Lega e Orban ci campano sopra

Questa, però, sembra essere solo polvere da mettere sotto il tappeto. Come le tendopoli in cui i migranti sfruttati dai caporali di turno vivono in condizioni disumane in Calabria o in Puglia. Ma mentre tra le tende, al freddo, si moriva per gli incendi, Matteo Salvini era impegnato a colpire Riace e Mimmo Lucano. Mettendo fine a un modello di accoglienza, che poi avrebbe dovuto giustificare il colpo di grazia dato all’intero sistema Sprar dal decreto sicurezza, come gli stessi alleati di governo grillini d’altronde hanno sostenuto, aprendo di fatto le porta al sistema profittevole dell’accoglienza dei grandi numeri.

Il tutto mentre quella Lega di Salvini, che si è astenuta dal voto all’Europarlamento a favore della riforma del regolamento di Dublino, senza per giunta mai partecipare al tavolo delle negoziazioni, oggi fa il doppio gioco tra Roma e Bruxelles. A Roma chiede la redistribuzione dei migranti tra i Paesi europei. Poi a Bruxelles cerca alleanze con l’Ungheria di Orban, bloccando da tempo qualsiasi bozza d’accordo su Dublino. E contrastando pure la proposta sulla guardia costiera europea, dopo aver chiesto per mesi una maggiore protezione dei confini Ue. Sull’emergenza, sulle navi bloccate in mare per mostrare a tutti la linea dura contro l’Europa, sui migranti finiti in strada per dire di aver vinto contro Mimmo Lucano, Salvini, la Lega e Orban ci campano sopra. Ma certo non risolvono la gestione dei flussi e dell’accoglienza. La mettono solo sotto al tappeto.

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