18 Gennaio Gen 2019 0600 18 gennaio 2019

“Silvio pensaci tu”: Berlusconi si candida alle europee, e chi lo detestava ora fa il tifo per lui

Dimenticate le scenette con Schultz, le risate di Merkel e Sarkozy: ora Berlusconi si candida alle Europee e le élite europee applaudono: è l’unico che può togliere voti alla Lega

Berlusconi Europee Linkiesta
ALBERTO PIZZOLI / AFP

Il primo paradosso è che la stessa Europa che lo aveva giudicato “unfit”, inadeguato, che aveva riso di lui in diretta televisiva, che aveva forse determinato la sua caduta, dovrà stendergli un tappeto rosso. Il secondo paradosso è che la stessa sinistra che ne aveva fatto il Nemico Principale, un'ossessione più che un avversario da battere, gli stringerà volentieri la mano nei vertici e persino in campagna elettorale. Già ora, sui social, le espressioni sono ironiche ma simpatizzanti. «Nonno Silvio pensaci tu». «Non lo avrei mai creduto, ma lo rimpiango».

L'annuncio di Berlusconi sulla sua certa candidatura alle Europee era atteso ma unanimemente giudicato poco probabile. I dati politici che lo sconsigliavano erano molti: il confronto con Matteo Salvini (sia lui sia Giorgia Meloni guideranno le rispettive liste); la prospettiva di chiudere la carriera con un risultato modesto; l'irrilevanza del “fattore B.” sui dati elettorali, confermata da tutti i sondaggisti. E tuttavia sui calcoli razionali ha prevalso, come spesso avviene, uno stato d'animo, un moto sentimentale, la spinta dell'orgoglio.

Silvio Berlusconi vuole il suo risarcimento. Lo hanno fatto fuori dal Parlamento, ha scontato la condanna, ha completato la riabilitazione, non vuole pensionarsi da semplice cittadino, né tantomeno da leader decapitato dai suoi competitor. Fosse più giovane, di sicuro sognerebbe un ritorno da Edmond Dantes, incendiario e vendicativo. A 84 anni gli basta prendersi la sua rivincita sulla storia: i calcoli correnti assegnano a Forza Italia un eletto per ciascuno dei cinque collegi europei, forse un paio al sud. Insomma: sei posti in tutto. Ma con l'aria che tira in Europa quei sei seggi potrebbero pesare sulla bilancia dei futuri accordi fra i tre gruppi parlamentari tradizionali (Ppe, Socialisti e Alde), quotati attualmente intorno al 56 per cento.

La candidatura non sarà priva di conseguenze in Italia, e animerà una campagna elettorale che altrimenti sembrava già scritta. Sarà fatale, nonostante le rassicurazioni, che Forza Italia cerchi il suo spazio aprendo la competizione con la Lega, finora accuratamente evitata. E lo farà, come il Cavaliere ha già spiegato ieri, sostenendo che il voto a lui è il solo modo di far cadere il governo dell'irresponsabilità Cinque Stelle

E poi, il Parlamento europeo non è più il cimitero degli elefanti che era una volta. Anzi. È il posto dove succedono cose, l'epicentro dell'interesse del mondo, insieme con la domanda sul futuro del Vecchio Continente: reggerà? Si sbriciolerà e soccomberà a una nuova Yalta? Avrà la forza di reagire alla forza centripeta che ha già portato fuori il Regno Unito e costruito il gruppo ribelle di Visegrad? Berlusconi, è immaginabile, già si vede attore di questo straordinario scenario, forse addirittura mattatore: conosce tutti, con tutti ha intessuto relazioni e di quel tipo di politica ha senz'altro più esperienza dei suoi imitatori.

La candidatura non sarà priva di conseguenze in Italia, e animerà una campagna elettorale che altrimenti sembrava già scritta. Sarà fatale, nonostante le rassicurazioni, che Forza Italia cerchi il suo spazio aprendo la competizione con la Lega, finora accuratamente evitata. E lo farà, come il Cavaliere ha già spiegato ieri, sostenendo che il voto a lui è il solo modo di far cadere il governo dell'irresponsabilità Cinque Stelle. L'alto tasso emotivo della corsa farà il resto: i duelli in punta di fioretto visti finora tra forzisti e leghisti si trasformeranno in sciabolate più in fretta di quel che immaginiamo.

Né Matteo Salvini né Giorgia Meloni, nelle ore successive all'annuncio di Berlusconi, hanno commentato la scelta. Già questo la dice lunga sull'atmosfera tra i presunti alleati, prima ancora che ci si allinei ai nastri di partenza. Sono tutti consapevoli che queste elezioni europee potrebbero segnare la fine del centrodestra come l'abbiamo conosciuto: Fratelli d'Italia rischia addirittura di non superare lo sbarramento del 4 per cento, Forza Italia è pressoché certa di uscire dal voto in una posizione irrimediabilmente marginale. Il solo che, comunque vada, avrà da festeggiare sarà lui, Silvio: la sua personale rivincita è certa, e in questo momento vale tutto il resto.

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