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24 Gennaio Gen 2019 1000 24 gennaio 2019

Arte rubata: li teneva come nani da giardino, erano rilievi spagnoli del VII secolo

L’anonimo aristocratico inglese ha subito restituito il maltolto, da lui comprato in buona fede. Ma il vero eroe della situazione è Arthur Brand, che per mestiere recupera opere d’arte rubate inseguendole in tutto il mondo

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NIKLAS HALLE'N / AFP

Per il proprietario, un aristocratico inglese, quelle stele di pietra erano poco più che nani da giardino. E invece erano manufatti di valore inestimabile del VII secolo, dell’era visigota. È tutta da immaginare, allora, la sua sorpresa (e anche la preoccupazione) che ha vissuto quando si è trovato davanti alla porta di casa il detective di opere d’arte olandese Arthur Brand, specializzato nel ritrovare manufatti trafugati nel mondo. Questi, per la precisione, appartenevano alla chiesa di Santa Maria de Lara del nord della Spagna ed erano spariti 15 anni fa.

Il malcapitato (che ha voluto restare anonimo) le ha subito restituite. Non immaginava di essere finito al termine di un losco traffico di oggetti d’arte rubati e rivenduti sul mercato nero – per poi rientrare in quello legale. Ha dovuto spiegarglielo Brand, ormai noto nel settore come “l’Indiana Jones dei beni culturali”, che si è ripreso i manufatti e li ha restituiti all’ambasciata spagnola di Londra. Un successo inaspettato: la ricerca è durata nove anni e le indagini, a lungo infruttuose, hanno incontrato la svolta solo con la soffiata giusta. Qualcosa di raro stava arrivando a Londra, dicevano. “Ma la notizia mi era arrivata già nel 2010”.

Allora ha individuato William Veres, un mercate di antiquariato che aveva – in modo inconsapevole – fatto da tramite. Nonostante questi fosse affetto da demenza, Brand è riuscito a farsi dare delle immagini dei pezzi venduti. “Erano loro”. A quel punto parte alla ricerca del mercante francese che le aveva – anche lui in buona fede – acquistate. Fino ad arrivare al cliente finale, un rampollo della nobiltà inglese.

Purtroppo, per un caso che va a buon fine, ce ne sono altri nove che non si risolvono. “Le opere rubate che vengono recuperate sono solo il 10% del totale”, spiega. Il resto finisce, in modo consapevole o meno, ad adornare ricche case di ignari abitanti.

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