heavy life
26 Gennaio Gen 2019 0600 26 gennaio 2019

Ha 97 anni, è sopravvissuta all’Olocausto e adesso canta in un gruppo heavy metal

Si chiama Inge Ginsberg, donna dalle mille vite (austriaca, fugge in Svizzera, diventa spia, poi giornalista e poi moglie di un compositore), arriva al metal perché non sa cantare ma vuole recitare le sue opere

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frame del video Youtube

Ha 97 anni, è sopravvissuta al nazismo, ha alle spalle una carriera di spia e di giornalista e adesso è frontwoman di un gruppo death metal. Proprio così: Inge Ginsberg, donna dalle mille vite (anche se il suo miglior talento, ha affermato, “è sopravvivere”) ha deciso di dedicarsi al canto, fondando un gruppo chiamato Inge & the TritoneKings. “È importante, per restare attivi, circondarsi di giovane e fare cose che non si ha mai fatto”.

La scelta dell’heavy metal, confessa in un breve documentario del New York Times, è dovuta al fatto che “in realtà, non so cantare”. Per questo ha trovato un genere che le permetta di parlare e basta. Le musiche le mettono i giovani, lei trova le parole, sia in inglese che in tedesco.

Del resto, scrivere è sempre stato il suo mestiere. Nata a Vienna in una famiglia ebraica benestante, passa i suoi primi 20 in modo spensierato. Poi, arrivano i nazisti. Il padre fuggì in Inghilterra, la madre vendette tutti gioielli per pagare un passaggio in Svizzera per tutta la famiglia. Lì si ritrovarono in un accampamento per rifugiati. La donna non si perse d’animo: entrò nei servizi segreti americani e lavorò come spia contro i nazisti. “La libertà c’è, è lì. Ma bisogna essere forti. Per essere liberi non si può dare la colpa a nessuno delle proprie decisioni, e questo richiede delle spalle larghe”.

Finita la carriera da barbafinta, sposa il compositore Otto Kollman, va in America e approda a Hollywood, per poi lasciare quel mondo considerato “tutto falso”. Torna in Svizzera e continua la sua attività come giornalista. Fino a quando, in una ennesima svolta del destino, non ha deciso di salire sui palcoscenici e cantare/recitare le sue composizioni.

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