Dossier
Speciale Sanremo 2019
Il festival degli amici
29 Gennaio Gen 2019 0500 29 gennaio 2019

Sanremo, adesso il re è davvero nudo: anche “Striscia la notizia” si occupa del conflitto d’interessi di Baglioni

Il tg satirico entra a piedi uniti sulla vicenda sollevata da Linkiesta: perché nessuno si è accorto che buona parte dei cantanti del festival sono legati alla medesima agenzia e alla medesima etichetta di Baglioni? I vertici Rai non hanno mai risposto alle nostre domande. Risponderanno a Pinuccio?

Claudio Baglioni

Il re è nudo.
Uno prova a raccontarlo, mettendo una dietro l'altra le informazioni che, prestando un po' di attenzione e non lasciandosi sopraffare né dalle pressioni né dalle paure, riesce a raccogliere.
Il re è nudo.
Lo scrive così, senza neanche troppi fronzoli.
Non servono.
Perché il fatto che il re sia nudo, in effetti, è lì, sotto gli occhi di tutti. Almeno di quanti col re hanno a che fare. E infatti, la corte, non potendo negare l'evidenza si appiglia a quello, al fatto che in fondo che il re sia nudo non è una gran novità.

È sempre stato così, e nessuno ha mai avuto niente da ridire, abbozzano.
È l'Italia, dicono.
È il sistema, aggiungono.
Di che ti sorprendi?, chiosano.
Del fatto che il re è nudo, mi sorprendo.
E soprattutto del fatto che nessuno fino a oggi si sia preso la briga di raccontarlo.

E allora eccoci a dire che il sistema musica, in Italia, ha un serio problema. E questo problema è legato al suo momento più imporante, il Festival della Canzone Italiana di Sanremo. E al fatto che a organizzarlo sia un cantante legato a doppio filo a un'agenzia, la Friends and Partners di Ferdinando Salzano, che a sua volta è legata a una parte consistente degli artisti selezionati dallo stesso Baglioni. Artisti, in molti casi, che condividono con lui anche la medesima etichetta discografica, la Sony Music Italia.
Non basta, al fianco di Ferdinando Salzano, in Friends and Partners e di conseguenza nell'organizzazione del Festival, c'è una giovane donna, Veronica Corno, figlia di Chiara Galvagni, la dirigente che in Rai si occupa di contrattualizzare le risorse artistiche, tipo il direttore artistico del Festival, gli ospiti del Festival, insomma, ci siamo capiti.

E allora eccoci a dire che il sistema musica, in Italia, ha un serio problema. E questo problema è legato al suo momento più imporante, il Festival della Canzone Italiana di Sanremo. E al fatto che a organizzarlo sia un cantante legato a doppio filo a un'agenzia, la Friends and Partners di Ferdinando Salzano, che a sua volta è legata a una parte consistente degli artisti selezionati dallo stesso Baglioni. Artisti, in molti casi, che condividono con lui anche la medesima etichetta discografica, la Sony Music Italia

Un filotto di confiltti di interessi che ci ha portato a porre sette domande, sette, ai massimi dirigenti della Rai, il direttore generale Fabrizio Salini, e il presidente, Marcello Foa. Domande che non hanno avuto risposta, succede. Del resto sempre ai medesimi dirigenti avevamo chiesto conto anche di una strana metodologia adottata per selezionare l'azienda incaricata di organizzare votazioni e giurie del Festival, anche qui senza risposte.

Da ieri, però, a dire che il re è nudo si è aggiunta una nuova voce, e forse adesso sarà più difficile non rispondere.
Perché da che mondo è mondo sono i giullari che si ritrovano a dire questa verità: il re è nudo. E il giullare stavolta è Pinuccio, inviato pugliese di Striscia la notizia, che proprio a partire dai nostri articoli e anche attraverso la mia viva voce ha deciso di raccontare a tutti, e trattandosi di Striscia la notizia quando si dice tutti vuol dire proprio tutti, come stanno le cose.
Con ironia, questo fanno i giullari, ma non per questo con meno precisione chirurgica. Qui trovate il link del servizio.

I critici musicali e gli inviati di Striscia la Notizia, nello specifico un tizio coi codini e gli occhiali rosa e un altro che parla con un lucertolone pupazzo, io e Pinuccio, al momento, sembrano i soli interessati a perseguire la verità, andando a fare il lavoro che in genere dovrebbero fare i giornalisti. Sarà che questi ultimi, almeno quelli che si occupano di musica, sono troppo distratti a farsi i selfie coi cantanti o a abbuffarsi ai brunch alla fine delle conferenze stampa.
​Facce ride, aò, si dice in questi casi. E mai come questa volta si ride per non piangere.

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