6 Febbraio Feb 2019 0001 06 febbraio 2019

Moda 4.0: anche il settore tessile cresce grazie all’automazione industriale

Si è svolta a Cernobbio la prima tavola rotonda di avvicinamento a SPS Italia 2019. Al centro delle discussioni il settore tessile e meccanotessile in ottica 4.0

Texile Linkiesta
(Pixabay)

Con un fatturato aggregato di oltre 20,2 miliardi di euro nel 2017, il comparto del tessile e del meccanotessile rappresenta un’eccellenza nel sistema industriale italiano e la punta di diamante del tessile mondiale. Grazie, soprattutto, a un ecosistema fatto di aziende storiche e di piccole medie imprese che lavorano in modo sinergico per rimanere competitive e di gruppi, collocati in zone di antica tradizione tessile, quali le province di Como, Biella e Prato, che investono in tecnologia e mantengono al loro interno tutti gli anelli della catena produttiva.

Tuttavia, per rimanere sul mercato, queste aziende (attualmente 300, per una forza lavoro di circa 12.000 unità – fonte ACIMIT) oggi sono chiamate a mettere in atto una rivoluzione copernicana all’interno della propria filiera produttiva al fine di affrontare e vincere le sfide imposte dalla tecnologia 4.0.

Proprio di questa sfida e dei fattori abilitanti della trasformazione digitale in chiave 4.0 per il settore tessile (smart factory; cloud; efficienza energetica; sostenibilità) si è discusso la settimana scorsa nel corso del convegno “Industria 4.0: trasformazione digitale dei processi di sviluppo dei prodotti tessili. Sfide e opportunità”, organizzato da Messe Frankfurt Italia in collaborazione con TexClubTec e Acimit.

La digital transformation del meccanotessile
«L’industria tessile, a livello mondiale, è interessata da una profonda trasformazione digitale. La digitalizzazione del processo produttivo è la condizione necessaria per avere un più rapido time to market, e una produzione Just in time», sostiene Alessandro Zucchi, presidente di Acimit, l’Associazione dei costruttori di macchinari per l’industria tessile. «All’interno del nostro settore c’è una buona conoscenza delle tecnologie abilitanti, in particolare Cloud e stampa 3D, con l’utilizzo di queste risorse che porta a buoni riscontri sulla produttività, innanzitutto attraverso Cloud e Cybersecurity. Ma con la necessità di comprendere meglio come nuove tecnologie possano essere declinate alla propria realtà industriale», rimarca Zucchi.

Le dinamiche del cambiamento nel settore tessile-abbigliamento, ad esempio, hanno costretto i rivenditori a cercare costi sempre più bassi, flessibilità nella progettazione, qualità e velocità verso il mercato. L’industria, dominata da piccole e medie imprese, ha in gran parte abbandonato la produzione a basso valore aggiunto, e aperto nuove aree di applicazione per i materiali tessili a maggiore qualità, innovazione e sostenibilità.

I trend di mercato e l’utilizzo dei dati come strumento per creare valore
Le decisioni strategiche che un’impresa mette in atto, per raggiungere obiettivi di innovazione e sviluppo, «non possono prescindere da un’analisi dei megatrend, ossia di quelle tendenze che caratterizzano l’andamento del mercato», sottolinea Elgar Straub, Managing director di Vdma, l’Associazione tedesca dei costruttori di macchine e impianti per la produzione tessile. «Per questo, un approccio per scenari e l’analisi di questi Trend rappresentano una parte importante della strategia aziendale per l’innovazione», spiega Straub. Per quanto riguarda il business, secondo Straub «la più grande innovazione introdotta da Industria 4.0 è l’utilizzo di dati come strumento per creare valore. La possibilità di gestire grandi quantità di dati permette alle aziende di prendere decisioni in tempo reale sulla base di informazioni dettagliate, altrimenti non disponibili. L’acquisizione di queste informazioni, insieme a una rapida capacità di gestione del ciclo produttivo, favorisce alti livelli di flessibilità, una notevole capacità di personalizzazione del prodotto, un aumento di qualità, efficienza e produttività».

La più grande innovazione introdotta da Industria 4.0 è l’utilizzo di dati come strumento per creare valore. La possibilità di gestire grandi quantità di dati permette alle aziende di prendere decisioni in tempo reale sulla base di informazioni dettagliate, altrimenti non disponibili

Elgar Straub, Managing director di Vdma

La necessità di trovare soluzioni “inedite” in ottica 4.0
Le prime azioni necessarie per raggiungere l’obiettivo di azienda meccanotessile 4.0, sono «l’adozione di tecnologie d’integrazione e di connessione aziendale e, più in particolare, l’applicazione dell’Internet of Things alla produzione industriale, il collegamento in rete di persone, prodotti e macchine, e l’utilizzo di sistemi automatici per il controllo e la gestione della produzione», sottolinea Cristian Locatelli, General manager di Marzoli, azienda del gruppo Camozzi che si occupa di sistemi per la filatura, e vice presidente di Acimit. «L’innovazione va fatta, non c’è alternativa, o non si resta competitivi, e nel sviluppare nuove tecnologie è anche importante smarcarsi, trovare soluzioni inedite, non si possono sempre inseguire le tecnologie che vengono da fuori», puntualizza Locatelli.

Industria 4.0: dai benefici operativi ai benefici economici
L’industria 4.0 deve poi essere anche «conto economico, riduzione dei costi, ritorno dell’investimento. Deve portare benefici operativi, che si trasformano in benefici su costi e conti», sottolinea Nicola Lorenzi, direttore industriale dei 2 stabilimenti italiani di Itema, azienda del gruppo Radici, che produce telai per la tessitura. «In questi anni abbiamo ripensato le nostre logiche produttive e logistiche, con la digitalizzazione dei processi abbiamo più che raddoppiato la produzione. Siamo partiti dai processi più a valle della filiera produttiva, e da lì abbiamo ottimizzato tutta la catena del valore. In pratica, dall’ottimizzazione locale, siamo passati a quella complessiva», conclude Lorenzi.

Stampa digitale, l’avanguardia italiana
Marco Brenna
, responsabile del Reparto Ink jet della Stamperia di Lipomo, e rappresentante del Sistema Moda Italia, nel corso del suo intervento ha spiegato: «Nel campo della stampa digitale, applicata al tessile, nel territorio comasco abbiamo già raggiunto volumi superiori al 50% del totale, a fronte di una media del 5% nel mondo. E le nuove tecnologie ci permettono di sviluppare prodotti nuovi, che oggi sono seguiti, accompagnati, da tutte le informazioni che li riguardano, in tutte le fasi di produzione». «In azienda abbiamo fatto un importante investimento sul controllo di qualità e sul magazzino in ottica Industria 4.0», sottolinea Alberto Paccanelli, amministratore delegato di Martinelli Ginetto Group, consigliere Smi, presidente del Cluster Tecnologico Made In, e presidente del Digital Innovation Hub di Bergamo.

Nel campo della stampa digitale, applicata al tessile, nel territorio comasco abbiamo già raggiunto volumi superiori al 50% del totale, a fronte di una media del 5% nel mondo

Marco Brenna, responsabile del Reparto Ink jet della Stamperia di Lipomo

Le competenze come principale veicolo di cambiamento aziendale
Per adottare un approccio Industria 4.0 non è sufficiente affidarsi alle sole nuove tecnologie, «bisogna innanzitutto attuare un cambiamento a livello culturale nelle organizzazioni, attraverso un ammodernamento delle strategie e dell’organizzazione, e un coinvolgimento di persone che abbiano le competenze specifiche necessarie», ricorda Giuseppe Rosace, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria e Scienze applicate dell’Università di Bergamo: «Fare automazione significa anche alzare il livello delle competenze».

E spesso il problema è proprio questo, trovare le professionalità aggiornate e idonee, in un mercato del lavoro che cambia velocemente, come le tecnologie utilizzate, e che in Italia non offre grandi disponibilità di competenze specializzate.

«Le aziende devono confrontarsi e comunicare con le istituzioni e i centri di formazione sul territorio, per uno scambio continuo di informazioni», rimarca Fulvio Alvisi, specialista comasco nel Design del Tessile, e membro del Board di Villa Erba a Cernobbio. «La collaborazione con SPS Italia nasce dall’opportunità di un incontro tra il tessile, qui nel territorio lariano, nel suo distretto più creativo, e l’innovazione tecnologica, che coinvolge tutti gli operatori. Un percorso obbligato per riuscire a mantenere un saper fare, crescere nella qualità, rispondere alle esigenze di un settore che vive sulla novità e sulla velocità. Dobbiamo portare avanti una tradizione, che è alla base della formazione necessaria per affrontare il cambiamento, sempre in un’ottica di livello internazionale».

Il convegno di Cernobbio è stato la prima tappa, la prima ‘Tavola rotonda itinerante’, del percorso di avvicinamento a SPS Italia, la fiera per l’industria digitale e intelligente organizzata da Messe Frankfurt Italia e che si terrà dal 28 al 30 maggio p.v. a Parma. «Il rilancio del manifatturiero italiano passa attraverso i distretti e le regioni, e per questo organizziamo Tavole rotonde itineranti per entrare in diretto contatto con le aziende, le istituzioni del territorio e condividere esperienze di innovazione», spiega Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia.

Le prossime tappe nel percorso verso SPS Italia 2019, sono in programma a Milano, il 26 febbraio, sul settore farmaceutico; a Bologna, il 20 marzo, sul mondo del Packaging; a Torino, il 10 aprile, con focus sui settori Automotive e Aerospace.

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