pene capitali
6 Febbraio Feb 2019 0001 06 febbraio 2019

Perdere la testa per la moda: quando in Francia indossavano orecchini a forma di ghigliottina

Un atto macabro, ma anche la testimonianza di come il nuovo sistema di esecuzione fosse diventato una componente ormai normale nella vita quotidiana di tutti i francesi dell’epoca. Dubbio gusto a parte

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Illustrazione di orecchini a forma di ghigliottina

Era “il rasoio nazionale”, o “la vedova”, o “il taglio di capelli patriottico”. Oppure ancora, il “la spada dell’uguaglianza” o “l’altare della nazione”. Sono i tanti nomi con cui, per le strade e le case di Francia, venne chiamata la ghigliottina. Una testimonianza di come, nel giro di pochi mesi e quasi 17mila esecuzioni, divenne parte integrante della vita quotidiana.

Inventata nel 1792, fu testata il 17 aprile di quell’anno su una povera pecorella e tre cadaveri umani. Funzionava alla perfezione. Poi il 25 aprile toccò al primo essere umano vivo: Jacques Pelletier. E da quel momento non venne più fermata. Sotto la lama diagonale (che ne garantiva l’infallibilità) passarono criminali, ladri, oppositori del nuovo regime, seminobili e nobili, fino al monarca Luigi XVI e la moglie Maria Antonietta. E poi, cambiato il vento, ci finirono sotto anche i rivoluzionari, come Maximilian Robespierre (dopo la sua morte, gli applausi durarono 15 minuti) e Georges Danton. In ogni caso, c’erano circa 50 esecuzioni al giorno.

Insomma: la nuova arma di esecuzione, simbolo dei tempi nuovi in cui tutti andavano incontro alla medesima, geometrica, fine, era al tempo stesso amata e temuta. Divenne protagonista di canzoni, poesie, storie e mitologie. E addirittura, fu il modello di un tipo di orecchini alla moda in quel periodo. Questi:

Certo, la loro forza sta proprio nell’essere macabri e spiritosi al tempo stesso. Chi li fabbricò – e più ancora chi li indossò – con tanto di pendente a forma di testa tagliata, doveva essere uno dei fan della prima ora del nuovo strumento rivoluzionario. Un clima che durò poco: alla fine del Terrore, quando si diffuse l’idea che la morte non fosse istantanea ma che la testa continuasse a vedere e sentire per qualche secondo ancora, la sensibilità cambiò. Ma fu tardi: quasi per una forma di compensazione, furono organizzati a Parigi dei balli commemorativi tra i parenti delle vittime della ghigliottina. Si presentavano con abito da lutto e un nastro rosso intorno al collo.

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