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8 Febbraio Feb 2019 0600 08 febbraio 2019

Quanto è bello l’inno del Galles, il prossimo avversario dell’Italia del rugby

Cantato prima dell’incontro, ha una musica forte e coinvolgente. Ma anche il testo, che decanta i poeti e il paesaggio gallese, merita di essere conosciuto

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GEOFF CADDICK / AFP

Gli avversari vanno sempre conosciuti bene. Anche nei dettagli: è per questo che, in occasione dell’incontro di rugby dell’Italia contro il Galles per il Sei Nazioni, analizziamo l’inno della nazionale gallese, uno dei più belli di tutto il torneo.

Si intitola “Mae Hen Wlad Fy Nhadau”, cioè “Terra dei miei padri”, ed è un inno accorato alla propria patria, definita “terra di poeti e cantanti”, e di “uomini di livello”. Del resto, i suoi abitanti – “guerrieri coraggiosi, ottimi patrioti” – hanno “sparso il sangue per la sua libertà”.

Il testo, composto dal tessitore e poeta del XIX secolo Evan James, segue – così racconta la leggenda – la musica pensata, per pura ispirazione, dal figlio James James. Le parole, che glorificano la grande storia poetica e musicale del Paese, gli eroi, i paesaggi stupendi (chi ha visto la serie tv di Netflix Sex Education, girata proprio lì, sa di cosa si tratta) e, come è ovvio, l’orgoglio linguistico, sarebbe sgorgato quasi per magia.

Questo, insomma, per i pochi che conoscono la lingua gallese:

Mae hen wlad fy nhadau yn annwyl i mi,
Gwlad beirdd a chantorion, enwogion o fri;
Ei gwrol ryfelwyr, gwladgarwyr tra mâd,
Tros ryddid gollasant eu gwaed.
Gwlad, Gwlad, pleidiol wyf i'm gwlad,
Tra môr yn fur i'r bur hoff bau,
O bydded i'r heniaith barhau.
Hen Gymru fynyddig, paradwys y bardd;
Pob dyffryn, pob clogwyn, i'm golwg sydd hardd,
Trwy deimlad gwladgarol, mor swynol yw si,
Ei nentydd, afonydd, i mi.
Os treisiodd y gelyn fy ngwlad dan ei droed,
Mae hen iaith y Cymry mor fyw ag erioed,
Ni luddiwyd yr awen gan erchyll law brad,
Na thelyn berseiniol fy ngwlad.

Una traduzione sarebbe, più o meno:

Questa terra dei miei padri mi è cara
Terra di poeti e cantanti e gente di statura
I suoi coraggiosi guerrieri, patrioti eccellenti
Versarono il loro sangue per la libertà.
Terra! Terra! Sono fedele alla mia terra!
Finché il mare funge da muro
Per questa terra pura e cara
Possa la lingua resistere per sempre.
Vecchia terra di montagne, paradiso di poeti,
Ogni valle, ogni scogliera è una guardia di bellezza;
Grazie all’amore per il mio Paese, saranno per me
i suoi torrenti e fiumi voci incantevoli.
Sebbene il nemico abbia calpestato il mio Paese,
L’antica lingua dei gallesi non conosce ritirata,
Lo spirito non è ostacolato dalla mano traditrice
Né è silenziata la dolce arpa della mia terra.

E questa è la versione cantata:

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