tra le nuvole
11 Febbraio Feb 2019 0600 11 febbraio 2019

Sempre distratti sul lavoro? Ecco le quattro cause principali (e i rispettivi rimedi)

Forse si hanno preoccupazioni importanti. Oppure l’ambiente lavorativo è caotico e chiassoso. Oppure ancora, si è solo molto stanchi

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da Pixabay

La mente che vaga, come dicono molti scienziati, rende infelici. In più – e per certi versi è peggio – rende anche improduttivi sul posto di lavoro. Quando si è in ufficio serve concentrazione, certo. Ma chi la concentrazione non ce l’ha, come se la può dare?

Semplice. Come spiega questo articolo di Fastcompany, bisogna capire le ragioni della propria mancanza di concentrazione. Le cause principali sono quattro, differenti ma allo stesso modo pericolose.

L’ansia. Lo sanno tutti: ci sono pensieri e preoccupazioni che non fanno dormire, figurarsi se permettono di lavorare in pace. L’incontro con il dentista, il mutuo da pagare, la visita del capo sono tutte cose che creano agitazione. E la soluzione qual è? Scriverne. Prendersi 20 minuti da parte e buttae giù le proprie preoccupazioni. È difficile, faticoso, quasi antipatico. Ma alla lunga può fare solo bene.

Qualcosa di non portato a termine aleggia su di voi? È una delle cause di distrazione più frequenti. Il cervello, quasi come se fosse regolato per inviare alert a intervallo regolare, continua a pensare alle cose iniziate ma non ancora finite. È un meccanismo utile, perché permette di non dimenticarsi davvero di ciò che è importante fare. Il problema è che interferisce con il lavoro. Come risolverlo? Semplice: o si porta a termine il compito (se c’è da imbucare una lettera, si vada a imbucare la lettera) o, se non è possibile al momento, prendersi qualche minuto e lasciarsi andare ai pensieri. Basta poco tempo: l’urgenza diminuirà e si potrà tornare a dedicarsi al proprio lavoro con il 100% dell’attenzione.

E se fosse colpa dell’ambiente? Non tutti i posti di lavoro sono efficienti, in questo senso. Persone che girano, telefonate che distraggono, suonerie, ping e conversazioni. Qui la soluzione è più ardua: non si può cambiare il posto in cui si lavora in qualche minuto. L’importante è riuscire a eliminare qualche fonte di distrazione (troppa luce? Una finestra aperta?) e provare ad attutirne qualche altra. In casi estremi, rivolgersi al capo e chiedere, almeno in via temporanea, una sistemazione più tranquilla.

Infine, la stanchezza. Se ci si distrae è perché la mente, come un muscolo ormai sfinito, non riesce a mantenere l’attenzione dove e quanto servirebbe. In questo caso, la soluzione è la più faticosa: tenere duro, impegnarsi e portare a termine il lavoro. Poi, tornare a casa e mettersi subito a letto. Il riposo è fondamentale, sia per la salute che per la propria attività lavorativa. Il problema è che, purtroppo, le ore da dedicare alle proprie passioni (o anche solo al relax, come un film o un libro) sono sempre di meno. Nessuno vuole rinunciarvi, e allora posticipa (sbagliando) l’ora del sonno. Questo genera, a catena, una serie di danni che andrà a influire, in modo negativo, sul lavoro e sul resto della giornata. Se siete distratti, insomma, dormite.

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