14 Febbraio Feb 2019 0600 14 febbraio 2019

La sinistra cade e l’ultradestra vola: ecco perché la Spagna è il vero campanello d’allarme per le Europee

Il governo Sanchez crolla sotto il peso di una manovra troppo di sinistra e del processo ai leader catalani. Vox, dopo soli quattro mesi di sbarchi, decuplica i suoi voti. Anche la Spagna si prepara a un’alleanza dei popolari con le destre. Sicuri che in Europa non cambierà nulla?

Pedro Sanchez Crisi Spagna Catalogna
PIERRE-PHILIPPE MARCOU / AFP

E così la manovra più bella del mondo della sinistra-che-fa-la-sinistra, ha fatto cadere il governo di Pedro Sanchez, nuovo e già decadente leader carismatico del progressismo esterofilo italiano. Basterebbe questo, per seppellire sotto sei piedi di terra tutto il provincialismo di chi interpreta la sconfitta del Partito Democratico italiano come l’effetto di un evitabilissimo scivolamento a destra, di uno scollamento profondo dalle radici, non si sa bene se socialdemocratiche, comuniste o cattocomuniste.

Tant’è: non è così. Ecco a voi un governo che è rimasto saldo alle sue radici ed è finito gambe all’aria uguale, ucciso dal suo masochismo - se non hai la maggioranza, dovresti mediare, non forzare la mano come hanno fatto socialisti e Podemos con gli indipendentisti catalani alla vigilia del processo ai loro leader -, ma anche da un consenso in forte calo. Se si votasse domani, i socialisti che solo un mese fa veleggiavano attorno al 29% ora arrancano al 23%, una percentuale molto vicina a quella delle elezioni di due anni fa, mentre Podemos a fatica raggiunge il 15%, a meno 6 punti dalle politiche e cinque punti dietro la sua nemesi chiamata Ciudadanos.

A volare, anche in Spagna è un partito di ultradestra come Vox, che solo cinque mesi fa viaggiava su percentuali da zero virgola e che ora si muove attorno al 10% dei consensi. E può piacere o meno, ma questo repentino cambio di vento nella politica spagnola nasce in concomitanza con la “chiusura” dei porti italiani e della rotta migratoria del centro mediterraneo, in favore di quella del mediterraneo occidentale, che dal Marocco porta alla Spagna

A volare, anche in Spagna è un partito di ultradestra come Vox, che solo cinque mesi fa viaggiava su percentuali da zero virgola e che ora si muove attorno al 10% dei consensi, candidandosi a far parte di un possibile governo di coalizione coi Popolari e Ciudadanos, una coalizione nero-azzurra molto simile a quella austriaca, che segnerebbe un ulteriore passettino a destra del Partito Popolare Europeo. Nello scenario delle prossime elezioni europee, un segnale da non sottovalutare.

Può piacere o meno, ma questo repentino cambio di vento nella politica spagnola nasce in concomitanza con la “chiusura” dei porti italiani e della rotta migratoria del centro mediterraneo, in favore di quella del mediterraneo occidentale, che dal Marocco porta alla Spagna. In altre parole, nel momento in cui sono diminuiti gli sbarchi in Italia e sono aumentati quelli in Spagna. Fisiologico o patologico che sia, dobbiamo prenderne atto: di fronte a una crisi migratoria, la sinistra che fa la destra, perde voti. La sinistra che fa la sinistra, li perde allo stesso modo. E a beneficiarne, in entrambi i casi sono le destre più radicali.

Non c’è alcuna lezione spagnola, quindi, né modelli capaci di arginare uno spirito del tempo reazionario come poche volte lo è stato dopo la fine della seconda guerra mondiale. C’è solo il diffuso e crescente scoramento di un’Europa terrorizzata, bisognosa di rifugiarsi nell’alveo rassicurante dei propri Stati Nazionali, di un passato più mitizzato che reale, di un autoritarismo più simulato che reale, necessario a surrogare un passato ormai perduto. Se queste sono le premesse, e questa la velocità del cambiamento, siamo pronti a scommettere che le prossime elezioni europee saranno una sorpresa per molti. E che l’esito che chiunque tra gli addetti ai lavori dà per certo - una santa alleanza antipopulista tra popolari, liberali, socialisti e verdi - sia tutto fuorché scontato. Non viviamo giorni normali. La cronaca, purtroppo, ce lo ricorda ogni minuto che passa.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook