Previsioni
19 Febbraio Feb 2019 0600 19 febbraio 2019

Tassi ai minimi e tempeste in arrivo: ecco come sarà il 2019 dei mutui

I tassi sono ancora ai minimi e ci sono buone opportunità di trovare offerte convenienti. Ma attenzione, perché lo scenario economico potrebbe cambiare. Per il momento, meglio scegliere il tasso fisso per mutui lunghi e quello variabile per i finanziamenti brevi: ecco i consigli dell’esperto

Mutuo Linkiesta
(Pixabay)

Come si configura il mercato dei mutui in questo inizio 2019? In controtendenza rispetto alle previsioni generali, la situazione nel settore dei finanziamenti è al momento piuttosto buona, spiega Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline: «Rispetto al dubbio e all’incertezza che avevano caratterizzato il Paese alla fine dell’anno scorso, per il momento tutto sembra orientato in termini più positivi rispetto a quello che ci si attendeva. Le dichiarazioni della Bce di inizio anno hanno prospettato ritmi di crescita interessanti, e anche la prospettiva di un eventuale incremento del costo del denaro si è spostata più in là nel tempo».

Malgrado l’economia stia ancora facendo un po’ fatica a riprendersi, infatti, i tassi di interesse delle banche continuano a rimanere ai minimi. In particolare «l’Euribor (il tasso di interesse medio delle transazioni interbancarie, ndr) è stabile e su valori negativi (-0,31% per il tasso a 3 mesi), mentre l’Irs (tasso interbancario dei mutui ipotecari a tasso fisso) su durate più lunghe è sceso all’1,20-1,30%, contro l’1,40% su cui viaggiava l’anno scorso», puntualizza Anedda.

Insomma, se volete sottoscrivere un mutuo, il momento è propizio. Meglio il tasso fisso o quello variabile? In generale, per una durata medio-breve, corrispondente a 10 o 15 anni, il tasso variabile costituisce un’opzione particolarmente interessante, perché è probabile che i tassi non vedano particolari variazioni nell’arco del prossimo futuro. «I tassi contenuti concessi dal tasso variabile consentono di risparmiare molto, soprattutto nei primi anni. E anche in caso di rincari futuri non è detto che si arrivi ad una preferenza per il tasso fisso», spiega l’esperto.

Se del doman non v’è certezza, per dirla con Lorenzo de’ Medici, meglio muoversi in fretta: se avete in mente di accendere un mutuo, non tergiversate un minuto di più

Per quanto riguarda durate di mutuo più lunghe (dai vent’anni in su) invece, essendo maggiore il grado di incertezza verso possibili cambiamenti del quadro economico, potrebbe valere la pena di affidarsi alla sicurezza del tasso fisso, onde evitare stravolgimenti nel lungo termine. «Visto che oggi c’è la possibilità di sottoscrivere mutui a tasso fisso a tassi molto convenienti, pari a quelli delle migliori offerte dell’anno scorso, per ora lo scarto che il tasso fisso consente è una piccola garanzia di sostenibilità del mutuo», puntualizza ancora Anedda.

E le surroghe? Se l’anno scorso la tendenza a cambiare il proprio mutuo con quello di un’altra banca ai fini del risparmio era aumentata, proprio per via dell’incertezza che l’ambito economico poneva, ora queste operazioni sono in frenata. Per capire su quali livelli si assesteranno, molto dipende dalle offerte attuali delle banche: «Se per un mutuo ventennale a tasso fisso troviamo una banca come Credem che offre un Taeg all’1,45%, mentre Intesa San Paolo propone un 2,05% e Unicredit l’1,90%, tra l’una e le altre opzioni ballano 40 euro a rata di soli interessi, pari a 500 euro l’anno, che pochi non sono», spiega Anedda. «Per questo, se i mutuatari saranno avveduti nel gestire i propri conti, chi ha aumentato i tassi potrebbe ritrovarsi a doverli ricalibrare ancora».

Se la situazione per ora è positiva e consente ancora di godere di tassi bassi, non significa però che non possa cambiare nel prossimo futuro. Lo spread sui titoli di Stato oscilla ancora tra i 270 e i 290 punti (ben lontano dai 120 punti dello stesso periodo l’anno scorso), il che non scongiura completamente la possibilità di eventuali futuri peggioramenti. E gli eventi politici-economici che ci attendono a breve, come l’incognita delle elezioni europee, potrebbero incidere sull’incertezza italiana e sua sua affidabilità come partner. Pur avendo ancora un costo del denaro basso grazie alla Bce e la certezza che gli effetti di eventuali cambiamenti si vedranno comunque solo più in là nel tempo, bisogna tenere gli occhi aperti. «Lo scenario più probabile è che ci sia una continua oscillazione tra queste due tendenze», conclude Anedda. «Uno scenario che non è particolarmente positivo, perché non consente di fare determinate operazioni di lungo periodo con totale tranquillità». Insomma, se del doman non v’è certezza, per dirla con Lorenzo de’ Medici, meglio muoversi in fretta: se avete in mente di accendere un mutuo, non tergiversate un minuto di più.

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