Strategie professionali
20 Febbraio Feb 2019 0600 20 febbraio 2019

L’importanza (buona) delle conoscenze personali per trovare lavoro

Non si tratta di farsi fare raccomandazioni, ma di essere proattivi e aperti a nuove opportunità, anche inaspettate: così il network può diventare l'asso nella manica della ricerca di lavoro. Ed anche la chiave della ‘serendipità’

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Photo by Joel Bengs on Unsplash

Per coltivare il desiderio di un nuovo lavoro è importante fare leva sulle tue conoscenze attuali. Non basta ovviamente. Devi allargare il numero delle persone che ti conoscono e che ti possono offrire suggerimenti e opportunità.

Devi propiziare la cosiddetta serendipità, ovvero la fortuna di fare felici scoperte per puro caso o, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra.

In sostanza se ci pensi bene cercare un nuovo lavoro significa parlare di lavoro con il maggior numero di persone possibile. In questa prospettiva il tuo stile di vita deve essere orientato a generare un maggior numero di occasioni d’incontro e occasioni di dialogo. Ecco una serie di suggerimenti concreti:

  • Dai più spazio alla tua “vita sociale”. Non è detto che il miglior modo di generare relazioni professionali sia quello di frequentare associazioni di categoria o gruppi fondati su un comune denominatore professionale. Talvolta questi ambienti generano comportamenti competitivi e ansie da performance. A volte diamo il meglio di noi stessi in ambienti completamente slegati dalla nostra attività lavorativa (sport, cultura, volontariato), dove la nostra personalità può esprimersi liberamente. Come sai perfettamente per esperienza anche da un corso di ballo, da un’iscrizione in palestra, da una cena con i genitori dei compagni di scuola dei tuoi figli possono nascere connessioni, progetti, segnalazioni. Concettualmente è In pratica però la leva della “vita sociale” non è così sfruttata perché spesso quando cerchiamo lavoro non siamo sereni, e quando non siamo sereni, come è ovvio, perdiamo il desiderio di fare “vita sociale”, di sorridere, di essere gioviali e socievoli. Inoltre le preoccupazioni economiche associate al non avere un lavoro ci portano più o meno consapevolmente a tagliare il budget “della vita sociale”. Paradossalmente invece dovremmo aumentarlo. Sarebbe anzi buona norma quella di darsi un budget mensile di ore dedicate al «networking in carne e ossa». Ricordati che incrementare i propri contatti professionali non sempre coincide con lo stare piacevolmente in compagnia di altre persone. Secondo alcuni, anzi, se ci divertiamo troppo a fare networking significa che non lo stiamo facendo bene. Coltivare relazioni non significa chiacchierare solo con chi ci sta simpatico: significa anche frequentare riunioni noiose, sacrificare davanti al pc minuti preziosi del nostro tempo libero, inseguire persone non sempre ben disposte, fare il primo passo per ricucire rapporti deteriorati, prendere porte in faccia. Ci vuole metodo e fatica, anche per i caratteri più solari e compagnoni.

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