Consigli utili
21 Febbraio Feb 2019 0600 21 febbraio 2019

È un buon momento per fare un prestito?

Le condizioni economiche favorevoli consentono di avvicinarsi ai prestiti con relativa tranquillità. Ma occhio, chiedere un finanziamento per l’acquisto dell’auto è diverso rispetto a chiederne uno per ristrutturare casa. Quale che sia il vostro caso, assicuratevi di confrontare le offerte

Polinesia Linkiesta
(Pixabay)

Cambiano le politiche economiche, si avvicinano le elezioni europee, mutano gli equilibri politici. In un modo o nell’altro, però, il tran tran quotidiano fatto di lavoro, famiglia, svaghi di vario genere, rimane. Così come rimangono le necessità di tutti i comuni mortali: cambiare la macchina, ristrutturare il bagno, magari concedersi un viaggio. Che siate avvezzi e preparati a dover affrontare spese inattese o meno, comunque a tutti potrebbe capitare di dover valutare di chiedere un prestito, per far fronte alle necessità del quotidiano.

La buona notizia, per fortuna, c’è: si tratta di un momento particolarmente buono per chiedere un finanziamento. Avendo a livello europeo un costo del denaro ancora basso e potendo godere di offerte commerciali piuttosto vantaggiose, molte sono le probabilità di riuscire a portarsi a casa il finanziamento necessario senza doversi svenare con gli interessi. Rispetto a un mutuo, la cui durata pone per forza di cose un grado di incertezza maggiore sulle condizioni economiche, un prestito concede maggiore flessibilità, avendo una durata media limitata nel tempo (10 anni al massimo) e importi inferiori rispetto ai finanziamenti per acquisto casa.

«Oggi il tasso di interesse medio per un prestito di durata di cinque o sei anni viaggia intorno al 6%», spiega a Linkiesta Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline. Valori stabili rispetto all’anno scorso, in rialzo solo di pochi decimi di punto, e quindi sostanzialmente positivi. «Non tutte le chiese cantano la stessa messa, però», puntualizza l’esperto: «Più che nel caso dei mutui, con i prestiti bisogna sempre verificare con attenzione le varie alternative, perché diversi istituti di credito possono proporre soluzioni molto diverse, e non è detto che prolungare il finanziamento di qualche anno permetta di avere una rata più agevole».

Rispetto a un mutuo, la cui durata pone per forza di cose un grado di incertezza maggiore sulle condizioni economiche, un prestito concede maggiore flessibilità

Oltre alla durata, molto dipende dalla finalità del prestito. Diversi settori vedono infatti influenze diverse. Il mercato dell’auto, ad esempio, che storicamente alimenta per una grossa parte il settore dei prestiti, sta attraversando una profonda trasformazione, tra volumi di vendita in netto calo e la progressiva affermazione degli standard ecologici: «Il diesel sembra destinato all’estinzione, si passa all’ibrido e all’elettrico, ma il mercato non è ancora sviluppato e la gente non sa bene come orientarsi e cosa comprare», spiega Anedda. Mentre si aspetta il consolidamento di un equilibrio generale, tra la diffusione di un maggior numero di veicoli di nuova generazione e la dissipazione dei dubbi sulle politiche relative a ecobonus ed ecotasse, quindi, i consumatori potrebbero temporeggiare decidendo di tenersi i propri soldi in tasca e guidando la propria auto ancora per un po’. Elementi che potrebbero quindi influenzare le offerte disponibili di prestito.

Esempio diverso è invece quello delle ristrutturazioni, altro cavallo di battaglia dei finanziamenti al consumo. In questo caso «le agevolazioni sono state riconfermate da tutti i governi negli ultimi anni, e la possibilità di ottenere rimborsi fiscali fino al 75% della spesa affrontata per l’efficientamento energetico della casa continua a incoraggiare i singoli a intraprendere questi investimenti, chiedendo prestiti», spiega l’esperto. Il fatto, poi, che la durata di recupero sia coerente con la durata di un prestito (i piani di rimborso hanno una durata di dieci anni, pari a quella di un finanziamento), «permette di affrontare una spesa di decine di migliaia di euro in maniera tranquilla», dice Anedda. «Dall’anno successivo alla ristrutturazione si gode già delle detrazioni, si recupera la spesa sostenuta e ci si ripaga il finanziamento che ha consentito di affrontare la spesa stessa». E in parte questi vantaggi valgono anche per l’acquisto di arredamento. Un settore, quello della casa, in cui ci si può insomma buttare senza eccessivi ripensamenti.

Tra le finalità che vedranno un maggior margine di incertezza, invece, ci sono «quelle ludiche e personali, come viaggi, spese mediche, corsi professionali e attrezzature di vario genere», specifica Anedda, «ovvero tutti quelli dove gli importi medi sono contenuti e i tassi di interesse alti». La convenienza di sottoscrizione dell’investimento va quindi valutata caso per caso. Quale che sia lo scopo della vostra richiesta di prestito, però, non bisognerebbe mai dimenticare le due regole di base del credito al consumo: mai richiedere liquidità pura, e soprattutto prendersi sempre il tempo di confrontare diverse offerte. Ché la pigrizia non è mai amica dei buoni investimenti.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook