Dossier
Greenkiesta
1 Marzo Mar 2019 0600 01 marzo 2019

Linkiesta diventa verde: ecco perché di venerdì parleremo solo di ambiente

Da oggi, fino alle elezioni europee, ogni venerdì de Linkiesta sarà dedicato all’ambiente, la questione più importante del nostro tempo. Il nostro obiettivo? Contaminare il dibattito pubblico. Ma per farlo abbiamo bisogno di voi

L Kgreen

È dell’altro ieri la notizia che il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump sta selezionando un team per “smentire scientificamente il global warming”. Ed è di ieri la pubblicazione di uno studio sulla rivista scientifica Nature Geoscience, secondo cui gli stratocumuli – le nubi basse che si presentano in grandi banchi e che contribuiscono a riflettere i raggi solari – potrebbero diventare sempre meno presenti nei cieli di mezzo mondo a causa dell’aumento dell’anidride carbonica. Sono solo due notizie, tra le tante - nel mezzo c’è anche lo studio dell’Ipcc, che ci da dieci anni di tempo per salvarci dalla catastrofe climatica - che non hanno trovato spazio sui media italiani. E che, con tutto il rispetto per l’autonomia delle regioni del nord, e per il destino del Movimento Cinque Stelle, avrebbero meritato maggior spazio, anche sul giornale che state leggendo ora.

Un mea culpa non basta, però. E non è solo di cambiamento climatico che si sta parlando, peraltro. C’è una questione grande come una casa che riguarda l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, che espone tutti noi al rischio di malattie. C’è un’altra questione, enorme, che riguarda il ciclo dei rifiuti, nemesi di un modello di sviluppo fondato sui consumi. C’è una questione legata alla produzione e al consumo di energia, una questione legata al nostro modo di abitare il pianeta, una questione legata alla deforestazione e alla scomparsa di specie animali, una questione legata alla marea di plastica che stiamo riversando negli oceani, una questione legata all’agricoltura e all’allevamento intensivo che stanno inaridendo terre un tempo fertili, una questione enorme legata alle migrazioni di chi fugge da siccità, carestie, desertificazioni. Potremmo continuare all’infinito, con le questioni. Ed è la prova che dovremmo tutti parlare di più. Perché già oggi, qui e ora, queste sono le questioni decisive per il nostro domani.

Siamo convinti che sia più notizia del giorno il fatto che l’acqua che esce dai nostri rubinetti sia contaminata rispetto alle liti tra Salvini e DI Maio. Che se la Cina smette di comprarci i rifiuti, ne saremo presto sepolti. Che un’Europa che non assume consapevolezza di essere dipendente dall’energia altrui, dalle discariche altrui, dalle derrate alimentari altrui, dalle materie prime altrui, è un’Europa che non ha senso d’essere, che si condanna alla dipendenza e, presto o tardi, all’irrilevanza

Fa sorridere, e infonde speranza, il fatto che a dirlo, a porre il problema con un’energia che non si era mai vista, si stata una ragazzina svedese di 15 anni chiamata Greta Thunberg. Che ha passato mesi a fare scioperi scolastici per il clima, in solitaria, di fronte al parlamento svedese. Oggi, questa sua piccola e indefessa protesta, è diventata Fridays For Future, un movimento globale. Fa sorridere, e infonde speranza, perché oggi più che mai, un piccolo gesto, apparentemente irrilevante pur nella sua enorme portata simbolica, può mettere in crisi persino l’uomo più potente del mondo e il suo pool di scienziati negazionisti.

Per tutto questo, abbiamo deciso di darci una mossa, pure noi. Da oggi, per tutti i venerdì da qui alle elezioni europee, Linkiesta parlerà solo della questione ambientale, in tutti i suoi articoli. Lo faremo con inchieste, interviste, reportage, analisi. Ma lo faremo con regolarità, senza preoccuparci di bucare la notizia del giorno, senza preoccuparci di perdere lettori, senza preoccuparci di annoiarvi. Anche perché siamo sicuri non accadrà nessuna di queste cose, peraltro. Che sia più notizia del giorno il fatto che l’acqua che esce dai nostri rubinetti sia contaminata rispetto alle liti tra Salvini e DI Maio. Che se la Cina smette di comprarci i rifiuti, ne saremo presto sepolti. Che un’Europa che non assume consapevolezza di essere dipendente dall’energia altrui, dalle discariche altrui, dalle derrate alimentari altrui, dalle materie prime altrui, è un’Europa che non ha senso d’essere, che si condanna alla dipendenza e, presto o tardi, all’irrilevanza.

Noi ci proviamo, insomma. Convinti che questo esercizio settimanale, questo nostro venerdì in cui Linkiesta diventa tutta verde, sia il preludio a una contaminazione che investirà tutta la settimana. E che - speriamo - sarà di esempio per altre testate. Sarebbe bello che tutti, per un giorno alla settimana, dedicassimo il nostro tempo e le nostre energie all’ambiente, lasciando Salvini, Di Maio, Renzi e Berlusconi a parlarsi addosso, senza pubblico sugli spalti, per almeno ventiquattr’ore. Ecco, diciamo che questo dipende un po’ anche da voi. Buona lettura!

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook