2 Marzo Mar 2019 0600 02 marzo 2019

Generazione Quota100: ecco chi sta dando la mazzata finale all’Italia (insieme a chi li lascia fare)

Un privilegio costoso e ulteriore a una generazione di privilegiati. Ecco cos’è la misura voluta da Salvini. Curioso che non la contesti nessuno: né chi la pagherà (i giovani e i poveri) né chi dovrebbe difenderli (i sindacati)

Quota100 Pensioni Linkiesta
Andreas SOLARO / AFP

Segnatevi l’identikit. Sono in prevalenza maschi, in prevalenza dipendenti pubblici, sulla sessantina, con un regime pensionistico prevalentemente retributivo. Sono i vincenti di questo Paese, quelli che hanno pescato il jolly, gli unici per cui l’Italia assomiglia a una specie di Disneyland. Possiamo chiamarli, se volete, generazione Quota100, dal nome della legge che li farà andare serenamente in pensione, in barba a un debito pubblico pari al 132,1% del Pil - nuovo record: applausi! -, nel bel mezzo di una recessione, in un Paese che nel giro di qualche anno sarà costretto a tagliare tutto il tagliabile per sostenere la loro serenissima vecchiaia.

Questo ci dicono le statistiche relative ai 77mila che hanno fatto richiesta per questa nuova finestrella di prepensionamento fortemente voluta da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Sono maschi, dicevamo, e per questo non hanno mai avuto mezzo problema al lavoro. Dipendenti pubblici, per loro natura inamovibili e illicenziabili. Retributivi, per giunta, per cui non dovranno nemmeno sopportare lo smacco della decurtazione dell’assegno, se andranno in pensione in anticipo. Tutte le fortune in un colpo solo, mentre le loro figlie femmine si devono barcamenare tra un part time involontario, retribuzioni da fame, clausole anti-gravidanza e una pensione zeppa di buchi contributivi che arriverà presumibilmente oltre i settant’anni compiuti, a causa di un ciclopico debito pubblico generato da regali come Quota100.

Il silenzio assenso di chi dovrà pagare il prezzo dell’avidità di un manipolo di sessantenni convinti che il mondo finisca assieme a loro è forse ancora più imbarazzante e deprimente. Così com’è imbarazzante e deprimente vedere i sindacati che sfilano in piazza contro un sussidio universale come il reddito di cittadinanza e plaudano invece corali a un privilegio che non ha senso d’essere come Quota100.

Com’è possibile che coesistano due situazioni tanto dissimili nel medesimo Paese è compito degli storici che dovranno decifrare questo strano Paese in questi tempi stranissimi. E ancora: com’è possibile che siano i loro figli ad aver votato in massa Lega e Cinque Stelle, i due partiti ideatori ed esecutori di questa rapina a mano armata alle generazioni future. E come è possibile che le due forze in questione, Lega e Cinque Stelle, possano rivendicare questa misura che scassa i conti dello Stato per regalare un ulteriore privilegio alla generazione più privilegiata d’Italia come un segnale di equità e giustizia, rimane il mistero dei misteri.

Così è, in ogni caso, e tanto vale farsene una ragione che stiamo buttando via soldi a palate - per fare un regalo a chi meno se lo meriterebbe che ci costerà, come minimo, 48 miliardi di euro per i prossimi dieci anni. Che farà aumentare il lavoro nero, sia tra gli ex statali, sia tra gli autonomi, che continueranno a lavorare intestando la ditta ai figii. E che non farà crescere l’occupazione, visto che siamo nel bel mezzo di un ciclo economico negativo, e che non possiamo far crescere il nostro debito all’infinito senza che i mercati non ci chiedano di pagarne il prezzo, cosa che peraltro stanno già facendo.

In tutto questo, il silenzio assenso di chi dovrà pagare il prezzo dell’avidità di un manipolo di sessantenni evidentemente convinti che il mondo finisca assieme a loro è forse ancora più imbarazzante e deprimente. Così com’è imbarazzante e deprimente vedere i sindacati che sfilano in piazza contro un sussidio universale come il reddito di cittadinanza - giusto o sbagliato che sia, è comunque rivolto agli ultimi - e plaudano invece corali a un privilegio che non ha senso d’essere. Finché sarà così, finché non ci sarà opposizione alla Generazione Quota100, non ci sarà alcuna opposizione in Italia. Basta che sia chiaro.

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