Miti di carta
4 Marzo Mar 2019 0600 04 marzo 2019

Cinque lezioni da imparare dagli eroi della letteratura

Dalla Penelope di Omero all'Atticus Finch de Il buio oltre la siepe, i protagonisti della letteratura spesso raccontano più di semplici storie, incarnando valori che ciascuno può prendere come bussola per la propria vita (lavorativa e non solo). Ecco cinque esempi da cui prendere ispirazione

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Pixabay

A cosa serve la letteratura? A fornirci un passatempo piacevole e interessante, di evasione e di educazione, certo. Ci sono letture impegnate che arricchiscono il nostro bagaglio culturale, altre più leggere che ci intrattengono quando dobbiamo staccare un po’ il cervello o curare un po’ l’anima, oppure ci sono anche letture utili che ci insegnano a fare delle cose che prima non sapevamo o a migliorare certi aspetti. Ma i libri sono dei microuniversi popolati di persone che ci assomigliano oppure no, da cui possiamo però sempre imparare qualcosa.

Anche nel mondo del lavoro, per quanto paradossale possa sembrare, ci sono libri che possono rivelarsi particolarmente utili. Non solo perché contengono insegnamenti di vita divenuti universali o ambientazioni che possiamo mettere in relazione alla nostra realtà, ma soprattutto perché ci presentano personaggi indimenticabili, personaggi da cui possiamo trarre un insegnamento. La storia dei romanzi, ad esempio, è piena di figure fittizie (spesso più verosimili del vero) che hanno ribaltato la loro vita, che hanno costruito il loro destino con impegno, dedizione e – perché no – fortuna. Anche se nel reame della fiction, sono eroi ed eroine che ce l’hanno fatta e che possono essere suggestivi role model nella nostra vita di tutti i giorni, in particolare quando l’anno nuovo ci mette di fronte a nuove sfide e a nuovi traguardi. Della serie: keep calm and… trova l’eroe letterario giusto per te.

  1. Penelope

Siamo abituati a pensare ai grandi eroi della storia come personaggi monolitici che hanno avuto la capacità di accentrare su di sé la fortuna delle grandi imprese. Eppure spesso non è così: i protagonisti epici spesso riescono nei loro intenti perché dietro o attorno a loro ci sono stati comprimari (e soprattutto comprimarie) di tutto rispetto. È così dagli albori della letteratura: prendete ad esempio Odisseo, il più astuto degli Achei che espugnò Troia con l’inganno del cavallo; ma se l’Iliade si conclude con la sua apoteosi, cosa sarebbe stata l’Odissea senza una figura stoica e irreprensibile come Penelope? Se la donna, abbandonata da tutti, non avesse trovato in sé stessa la forza di tenere a bada i Proci con l’ingegnosa trovata della tessitura che ogni notte ricomincia da capo, Odisseo non avrebbe trovato alcun regno a cui far ritorno. Fedeltà e pudore, ma anche ingegno e spezzo del pericolo fanno di lei una delle prime eroine della letteratura mondiale, da portare sempre più in primo piano.

Da Penelope puoi imparare la fiducia in sé stessi

  1. David Copperfield

Basato in parte sugli avvenimenti realmente accaduti all’autore Charles Dickens, David Copperfield è uno dei romanzi che riconcilia con la vita perché è la classica parabola dell’eroe che, partendo da mezzi limitatissimi e contesti avversi, riesce a trovare la via del successo. Nato orfano di padre, il giovane David è costretto a vedere la madre risposata e maltrattata dal nuovo marito e dalla di lui sorella; morti anche la madre e il piccolo fratellastro, il giovane trova rifugio presso una pittoresca zia, che nonostante mille traversie riesce a farlo studiare. Dopo altri tracolli, tradimenti e intrighi, David capisce di voler fare lo scrittore e, nonostante un matrimonio sfortunato, sposa alla fine l’amata Agnes. Ci si mette mille pagine per arrivare a un lieto fine soddisfacente ma anche questa è una metafora di come i traguardi importanti si devono guadagnare con fatica e senza mollare mai, neppure nella peggiore delle situazioni.

Da David Copperfield puoi imparare la determinazione

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