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7 Marzo Mar 2019 0600 07 marzo 2019

Altro che Minority Report: in Giappone arriva il software che prevede i furti nei supermercati

Un sofisticato programma di intelligenza artificiale analizza i comportamenti dei clienti ripresi dalle telecamere. E individua in tempo reale quelli che, sulla base di atteggiamenti sospetti, stanno per rubare qualcosa

800Px Planking In Supermarket
da Wikimedia

Il crimine non c’è ancora, ma l’intelligenza artificiale sa già che sta per accadere. Il software in questione, creato da una startup giapponese chiamata Vaak, studia i comportamenti delle persone, analizza il linguaggio del corpo e individua gli atteggiamenti più sospetti. Chi sta per rubare in un supermercato si comporta, anche a livello inconscio, in modo diverso rispetto a chi è lì solo per fare la spesa.

Inquietudine, incertezza, movimenti vaghi e insoliti vengono ripresi dalle telecamere e passati al setaccio dal software. Se qualcosa di sinistro è nell’aria, parte un messaggio diretto allo staff, che dovrà occuparsi del problema. “Le serve qualcosa?”, dirà l’inserviente alla persona sospetta. Con questo approccio preventivo, dicono le ricerche, il furto viene sventato prima ancora che accada.

Ma funziona? Eccome. Vaak è salito agli onori delle cronache nel 2018 per avere aiutato a sventare un furtarello in un supermercato. E se si pensa che, ogni anno 34 miliardi di dollari vengono perduti a causa del taccheggio (così dice una ricerca di Tyco Retail Solutions), i distributori d’ora in poi possono gioire.

In più, oltre a segnalare i clienti più pericolosi, il software aiuta a studiare il comportamento dei consumatori di fronte ai prodotti (un compito che, tanti anni fa, veniva fatto da esseri umani armati di taccuino e penna, posizionati in luoghi strategici) e capire dove una campagna promozionale sbaglia e dove no. E, in più, anche per bloccare eventuali tentativi di suicidio.

Intanto Vaak, fondata nel 2017, continua i suoi test nell’area di Tokyo. Vende versioni del suo software pronte per il mercato, punta a conquistare almeno 100mila negozi in tutto il Paese e si gode la sua notorietà. Il suo enorme vantaggio (e la sua intuizione) è che se il software è nuovo, l’hardware, cioè le telecamere, sono vecchie e già presenti più o meno ovunque. “Di fatto, aiuta a portare a compimento il potenziale di una struttura sottoutilizzata per decenni”, spiega a Bloomberg Vera Merkatz, business development manager di Third Eye, una concorrente di Vaak che punta al mercato europeo.

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