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8 Marzo Mar 2019 0600 08 marzo 2019

Smart Agrifood: boom del 4.0 nella filiera agroalimentare italiana

Non c’è campo in cui l’industria 4.0 non abbia migliorato la qualità e l’efficienza dei servizi. Il successo delle imprese agricole passa sempre di più dalla capacità di raccogliere e valorizzare la grande mole di dati che si generano

Carrot Linkiesta
(Pixabay)

L’innovazione digitale rivoluziona la filiera dell’agrifood. Dalla coltivazione fino alla distribuzione, non c’è campo in cui l’industria 4.0 non abbia migliorato la qualità e l’efficienza dei servizi. E a dimostrarlo, adesso, c’è anche il rapporto dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) e dell’Università degli Studi di Brescia.

La ricerca ha mappato 110 imprese del comparto (74% brand affermati e 26% startup) che offrono oltre 300 soluzioni tecnologiche di Agricoltura 4.0, con ruoli e posizionamento molto diversi lungo una filiera che in Italia ormai vale circa 400milioni di euro (+270% rispetto allo scorso anno). Sono dati molto positivi, a cui si deve aggiungere il fatto che il mercato italiano vale il 5% di quello globale e il 18% di quello europeo.

Il 49% delle aziende monitorate è fornitrice di soluzioni avanzate come Internet of Things, robotica e droni; il 22% di soluzioni di data analysis; il 16% di macchine e attrezzature per il campo. Le soluzioni più frequenti sono i sistemi utilizzabili trasversalmente in più settori agricoli (53%), seguite da quelle rivolte al comparto cerealicolo (24%), ortofrutticolo (24%) e vitivinicolo (16%).

Il successo delle imprese agricole passa sempre di più dalla capacità di raccogliere e valorizzare la grande mole di dati che si genereranno, soprattutto per ottenere il controllo dei costi e l’aumento della qualità della produzione

Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood

«Il successo delle imprese agricole – dice Filippo Renga, docente del Politecnico di Milano e Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood – passa sempre di più dalla capacità di raccogliere e valorizzare la grande mole di dati che si genereranno, soprattutto per ottenere il controllo dei costi e l’aumento della qualità della produzione».

Secondo l’indagine, le imprese italiane sono sempre più consapevoli delle opportunità offerte dal paradigma 4.0 (85% delle 766 rispondenti) e utilizzano sempre più frequentemente soluzioni orientate all’Agricoltura 4.0 (55%). Il 55% delle aziende dichiara di utilizzare macchinari o tecnologie avanzate per la pianificazione delle colture, la semina, la coltivazione, il raccolto, e fra questi il 45% lo fa da più di cinque anni. Decisiva la differenza a seconda della dimensione dei terreni: sotto i 10 ettari solo il 25% delle aziende adotta soluzioni 4.0, contro il 65% di quelle sopra i 100 ettari.

«Il 71% delle soluzioni di Agricoltura 4.0 oggi – rileva Andrea Bacchetti, docente dell’Università di Brescia e Direttore dell’Osservatorio Smart Agrifood – è in grado di supportare le decisioni facendo leva sui dati anche con sistemi di analytics avanzati e quasi metà degli agricoltori intervistati, il 45%, è cosciente della rilevanza dei dati, ma non gli è ancora chiaro come valorizzarli».

L’impatto delle tecnologie digitali è notevole: il 30% delle imprese che adottano soluzioni digitali di tracciabilità rivela una riduzione degli errori di inserimento dei dati e del rischio di manomissione, mentre il 27% nota una diminuzione dei costi richiesti all’attivazione delle procedure di rintracciabilità.

Il 71% delle soluzioni di Agricoltura 4.0 oggi è in grado di supportare le decisioni facendo leva sui dati anche con sistemi di analytics avanzati

Andrea Bacchetti, Direttore dell’Osservatorio Smart Agrifood

Una parte importante della ricerca riguarda poi le startup del settore, che dal 2012 a livello globale hanno raccolto un totale di 2,9 miliardi di dollari di finanziamenti. Un dato curioso a questo proposito: l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di startup,ma incide soltanto per l’1% sul totale degli investimenti ricevuti a livello globale, con 25,3 milioni di euro.

Significativo che, tra le nuove imprese, l’eCommerce sia il principale ambito di interesse, con il 65% delle startup internazionali attive in questo ambito e un'incidenza sui finanziamento pari a ben l'84% del totale.

Infine, la ricerca evidenzia come anche nell’Agrifood stiano prendendo piede la tecnologia Blockchain e la Distributed Ledger: sono 42 i progetti internazionali e italiani mappati dal 2016 al 2018, più che raddoppiati nell’ultimo anno. Si tratta di iniziative che, nel 24% dei casi, trovano applicazione in diversi ambiti, nel 21% sono dedicate alla filiera della carne, nel 17% all’ortofrutta e nel 10% al cerealicolo.

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