Innovazione
12 Marzo Mar 2019 0600 12 marzo 2019

Esempi di innovazione e dove trovarli: quanto è diffusa (davvero) la blockchain

Da una survey condotta dall’Osservatorio su 61 grandi aziende è emerso che le imprese italiane conoscono ancora poco le tecnologie blockchain e distributed ledger e non le ritengono rivoluzionarie per il futuro. Tuttavia per comprenderle meglio avviano sperimentazioni, seppur con budget limitati

Blockchain_Linkiesta
Photo by Icons8 team on Unsplash

Una tecnologia non completamente matura, sulle cui opportunità regna ancora confusione. Ma i progetti si moltiplicano e le attese per il suo utilizzo su larga scala sono elevate. «La blockchain non è uno strumento buono per tutte le stagioni», afferma Donatella Sciuto, prorettore del Politecnico di Milano presentando i risultati dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger. «Tuttavia ha la potenzialità per supportare gli ecosistemi in cui la fiducia tra le parti è elemento principale. Istituzioni, imprese, sistemi di imprese e filiere possono trarne grandi vantaggi in un periodo in cui la fiducia viene a mancare sia verso le prime sia verso le seconde».

L’analisi dei ricercatori dell’Osservatorio intende gettare le basi per cogliere le vere possibilità di questa tecnologia superando gli annunci mediatici che hanno spinto nel biennio 2016-2017 molte imprese a “sviluppare progetti e sperimentazioni senza aver compreso del tutto dove la tecnologia potesse portare valore in modo concreto”, con il risultato che non si sono prodotti i benefici attesi e si è incolpata la tecnologia invece del suo errato utilizzo.

VERSO L’INTERNET DI VALORE

La prospettiva dell’Osservatorio è quella dell’Internet of value, superando la definizione tecnica di distributed ledger technology e blockchain. La prima viene definita come sistemi che permettono ai nodi di una rete di raggiungere il consenso sulle modifiche di un registro distribuito in assenza di fiducia e senza la presenza di un ente centrale. Per blockchain si intende una tecnologia inclusa nella famiglia dei distributed ledger e alla base dei Bitcoin, in cui il registro distribuito è strutturato come una catena di blocchi contenenti transazioni. L’Internet of value è, a sua volta, una rete digitale di nodi che si trasferiscono valore attraverso un sistema di algoritmi e regole crittografiche. Questa rete permette di raggiungere il consenso anche in assenza di fiducia, sulle modifiche da apportare a un registro distribuito che tiene traccia dei trasferimenti di asset digitali univoci. Questi asset digitali sono la rappresentazione di altri beni digitali o fisici, di un diritto o dell’accesso a un servizio, prendono il nome di token e vengono utilizzati, su piattaforme diverse, come criptovalute, smart contract, transazioni private.

CHE COSA RENDE INTERESSANTE LA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN? QUANDO APPLICARLA?

Quando si verificano certe condizioni anche non contemporaneamente: per esempio se è necessario trasferire asset, meglio se nativamente digitali o facilmente digitalizzabili, quando gli attori non si fidano tra di loro e hanno necessità che tutte le copie del registro siano aggiornate nello stesso modo, quando hanno necessità di condividere le informazioni, e che queste non siano modificabili a posteriori.

Continua a leggere su TendenzeOnline.info

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook