12 Marzo Mar 2019 1027 12 marzo 2019

La Brexit? La prova del fallimento delle decisioni collettive

Cosa vuol dire Brexit? Come tenere in considerazione l’opinione del 48% della popolazione che si è espressa con un secco “no” su un argomento così importante? Alla vigilia dell'uscita dall'Unione queste domande non hanno ancora risposta

Brexit Londra

Mancano meno di due settimane al 29 marzo e l'Europa ancora non sa cosa significa Brexit. Comunque vada l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea è un caso destinato a fare scuola per tutti gli studiosi dei processi decisionali. Il peccato originale lo conosciamo la decisione del premier David Cameron, di incanalare la questione Brexit nello schema binario del referendum: sì o no. La storia è nota: il “sì” prevalse a sorpresa con il 52% dei voti. La situazione, tuttavia, non è semplice.

Come tenere in considerazione l’opinione del 48% della popolazione che si è espressa con un secco “no” su un argomento così importante e decisivo?Evidentemente si tratta di un problema, soprattutto se in questo 48% si trovano la maggioranza netta della popolazione under 40, degli abitanti della capitale, della popolazione scozzese e di quella nordirlandese (due nazioni in cui sono ancora presenti istanze indipendentiste). Inoltre, cosa vuol dire Brexit? I cittadini vogliono veramente la Brexit a tutti i costi, anche a quello di uscire dall’Unione senza nessun accordo, lasciandosi dietro una coda di problematiche economiche, politiche e sociali?

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