Turbolenze
12 Marzo Mar 2019 1028 12 marzo 2019

Easyjet, niente assicurazione per gli assistenti di volo sieropositivi: è scontro tra i sindacati

Dopo la sottoscrizione del contratto collettivo, Cgi, Cisl e Uil avrebbero dovuto individuare una compagnia per stipulare una assicurazione integrativa per infortuni. Ora, dicono da Cgil la Uil avallerebbe una offerta che discrimina gli assistenti di volo sieropositivi

Easyjet Linkiesta
(JOHANNES EISELE / AFP)

“Hostess e steward sieropositivi di Easyjet rischiano di dover rinunciare all’assicurazione integrativa per gli infortuni sul lavoro. È una discriminazione ingiusta e retrograda”. La denuncia arriva da un documento interno che le rappresentanze sindacali aziendali di Cgil hanno fatto girare tra i mille assistenti di volo della compagnia aerea low cost, che con il rinnovo del contratto collettivo sono riusciti a strappare un incremento salariale del 12%, oltra a una serie di benefit. Tra cui una polizza sanitaria a carico dell’azienda e un’assicurazione integrativa per infortuni, invalidità e perdita del brevetto a carico del lavoratore.

L’agevolazione, nell’assicurazione integrativa, consiste nel fatto che Easyjet si è impegnata a rendersi contraente unico aziendale per sottoscrivere la polizza a nome dei suoi assistenti di volo, di solito tenuti alla larga dalle compagnie assicurative perché considerati lavoratori a rischio. Con un colosso come Easyjet, però, è diverso. L’azienda ha dato quindi mandato a Cgil, Cisl e Uil di individuare la compagnia assicurativa e si è avviato il dialogo con gli operatori di settore. Ma sui diritti dei lavoratori sieropositivi l’unità sindacale si è rotta.

Il contratto collettivo è stato firmato a fine maggio 2018. La trattativa va avanti da mesi. Sul tavolo dei sindacati sono arrivate diverse offerte, e subito si sono scoperte le prime resistenze ad assicurare gli assistenti di volo sieropositivi, «anche se in terapia, con ottime condizioni di salute e che non contrarranno mai l’Aids», spiegano dalla Cgil. Scartate le proposte ritenute discriminatorie dalle tre sigle, le offerte rimaste sul tavolo sono due: una di Aon/Lloyd’s e un’altra del gruppo Allianz. «Poiché l’offerta di Allianz dava possibilità del pagamento a rate, avevamo scelto questa», dicono da Cgil. «Con nostra sorpresa tuttavia, abbiamo scoperto poi che Allianz non può permettere di stipulare la polizza sugli incidenti sul lavoro ai sieropositivi, ma solo sugli infortuni extra professionali». Sostanzialmente, spiegano, si verrebbe coperti se ci si rompe una gamba per strada, ma non se accade a bordo durante una turbolenza. Da qui la richiesta alle altre sigle di fare retromarcia, creando la divisione tra i sindacati. Tanto da far naufragare l’idea di una assicurazione unitaria.

«I nostri colleghi sieropositivi hanno regolare licenza di volo, possono lavorare come tutti gli altri e devono potersi assicurare se lo ritengono opportuno», dicono da Cgil

Lo scontro si sta consumando soprattutto tra Cgil e Uil. «I nostri colleghi sieropositivi hanno regolare licenza di volo, possono lavorare come tutti gli altri e devono potersi assicurare se lo ritengono opportuno», dicono le Rsa della Cgil. La sigla di categoria della Uil sarebbe invece incline ad accettare l’offerta del gruppo Allianz. «L’offerta si valuta sempre nel suo complesso», spiega Ivan Viglietti della Uilt. «La copertura per infortuni durante il servizio è già garantita dal contratto. Questa è un’ulteriore integrazione che ciascuno, se vuole, paga da sé. C’è un’evidente difficoltà a trovare la sintesi su un’unica proposta? Da parte nostra siamo aperti al confronto e non riteniamo corretto forzare tutti in un’unica direzione». Ognuno sceglierà l’offerta che predilige, insomma.

L’ipotesi ora è che l’assicurazione integrativa venga spacchettata su diverse compagnie. Si raccoglieranno le preadesioni da parte di hostess e steward e si farà la conta. Le compagnie assicurative chiedono un pacchetto minimo di 200 soggetti per firmare le polizze con Easyjet. Ma dalla Cgil lanciano un appello last minute ai colleghi: «Un accordo a Roma non vale una discriminazione».

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