Dopo il sisma
13 Marzo Mar 2019 0600 13 marzo 2019

Centro Italia, i soldi dei terremotati per i mercatini di Natale e le partite di Champions

È scontro tra i cittadini, che ancora vivono nelle casette ammuffite, e le istituzioni. I 248 milioni di fondi destinati alla ricostruzione, spiegano i comitati, finiscono in progetti come mostre e Giro d’Italia

Earthquake Umbria Linkiesta
Castelluccio (TIZIANA FABI / AFP)

All’inizio furono le ciclovie ai margini dell’area del cratere sismico. Poi arrivarono i mercatini di Natale fuori dalle zone devastate dal sisma del 2016. E, ancora, il rettorato di Ancona e le fiere a Cracovia, Praga, Minsk e Vilnius. Eppure i 248 milioni tra Fondi europei per lo sviluppo regionale (Fesr) e cofinanziamento nazionale dovrebbero avere uno scopo specifico. Il monte di denaro rientra nell’ormai famoso «Asse 8» introdotto dalla Commissione europea, la cui intitolazione è piuttosto chiara: «Prevenzione sismica e idrogeologica, miglioramento dell’efficienza energetica e sostegno alla ripresa socio-economica delle aree colpite dal sisma». È da questo cortocircuito che nasce la forte opposizione dei cittadini che ancora arrancano tra ricostruzione che latita e casette nelle quali, nel frattempo, nasce muffa tossica.

«Questa per noi è distorsione dei fondi pubblici», spiega a Linkiesta Francesco Pastorella, coordinatore dei 114 comitati di terremotati presenti nelle quattro regioni colpite dal sisma del 2016. Non è un caso che, in maniera trasversale, sia Antonio Tajani che la deputata M5s Patrizia Terzoni hanno chiesto lumi alla giunta regionale. Ovviamente dietro c’è un legittimo interesse politico (l’amministrazione Ceriscioli è targata Pd), ma anche il grido di dolore delle tante zone terremotate che si sentono non solo abbandonate, ma ora anche gabbate.

E sarebbe difficile non esserlo. Tutto è cominciato a inizio anno con la notizia dello stanziamento di 10 milioni per la realizzazione di due piste ciclabili, un’idea che la Regione già aveva avuto con i soldi raccolti con l’sms solidale del 45500: in quel caso l’intenzione era stanziare per l’opera 5,5 milioni, poi bloccati per le proteste proprio dei comitati. Ora, a quanto pare, l’amministrazione non è disposta a fare passi indietro perché ritiene che l’infrastruttura possa essere una vera opportunità per la Regione in generale, e a quanto pare anche per le aree terremotate. «Le priorità sono altre – ribatte invece Pastorella – . Parliamo di zone nelle quali la ricostruzione non è ancora partita e mancano spesso servizi primari. Alla scuola di Pieve Torina non hanno avuto neanche i soldi per fare l’efficientamento energetico». La Regione dal suo canto specifica che i soldi per la ricostruzione sono un’altra cosa e sono gestiti direttamente dal commissario, Piero Farabollini. «Parlano di ripresa turistica – spiega invece ancora Pastorella – . Eppure si è preferito finanziare mostre e fiere all’estero, ma non sono stati trovati 200mila euro per aggiustare gli impianti di Frontignano, stazione sciistica che fa 30-40mila turisti l’anno».

Parlano di ripresa turistica. Eppure si è preferito finanziare mostre e fiere all’estero, ma non sono stati trovati 200mila euro per aggiustare gli impianti di Frontignano, stazione sciistica che fa 30-40mila turisti l’anno

Francesco Pastorella, coordinatore comitati terremotati

La risposta è nella delibera numero 20 del 14 gennaio scorso in cui è elencato, in maniera molto dettagliata, il cronoprogramma che la Regione ha intenzione di finanziare con parte dei 248 milioni comunitari dell’Asse 8 per rilanciare l’immagine marchigiana nel biennio 2019/2020. C’è di tutto, a cominciare proprio dalle fiere internazionali: da Utrecht a Oslo passando per Berlino, Mosca, Shangai e finanche Baku (Azerbaijan) e Dubai. A giugno 2019, ancora, si è deciso di partecipare alla «Conferenza continentale dei Marchigiani nel Mondo», che si terrà a Montreal per la «promozione della destinazione Marche con attività rivolte ai tour operator locali». Ma non è tutto. Nello sterminato elenco c’è ancora la partnership con il Mibac per la mostra che si terrà a Urbino (dunque fuori dalla zona cratere) «Da Raffaello a Raffaellino del Colle», a cura di Vittorio Sgarbi nell’ambito delle «celebrazioni nazionali per il V centenario di Raffaello». Ma quella delle mostre di Sgarbi dev’essere un’idea che piace, considerando che nel 2020, sempre a Urbino, sarà sponsorizzato un altro evento curato dal critico d’arte: «Mostra su Baldassarre Castiglione e la corte dei Montefeltro».

A marzo, ancora, è previsto un famtrip dei «giornalisti tedeschi in previsione della conferma del volo EasyJet su Berlino». Risulta, ancora, che a febbraio è stata prevista la partecipazione delle Marche (e dunque il finanziamento) anche al primo meeting nazionale del turismo spirituale che si è tenuto a Vicenza. Negli stessi giorni la Regione era presente anche a Verona alla «Fiera Cosmobike». Ulteriori fondi sono finiti anche per le «Celebrazioni per il II centenario della lirica L'Infinito» che si terranno a giugno a Recanati. Nello stesso mese ad Ancona, invece, il sostegno è per l’evento organizzato dall’arcidiocesi di Ancona «Nel segno di Francesco a 800 anni dal suo passaggio». E così via, fino a dicembre quando si finanzieranno mercatini di Natale in provincia di Pesaro che, a ben vedere, poco c’entrano con l’area colpita dal terremoto. Senza dimenticare, ancora, la «promozione Tv – radio – carta stampata», prevista per l’intero biennio a beneficio dell’intera Regione (e non della sola area sismica): dalle partite di Champions League alla Formula 1 e al Giro d’Italia, fino a una più generale «promozione della destinazione Marche attraverso i canali web e social media».

Le istituzioni regionali replicano che, in realtà, tutto è avvenuto secondo norma e che, a causa di un calo generale di afflusso turistico dopo il terremoto, c’è l’esigenza di sponsorizzare ora l’intera regione. Per i comitati territoriali, invece, la realtà è ben diversa: «Mentono spudoratamente – attacca ancora Pastorella – . Un buon padre di famiglia aiuta chi ha meno, non dà solo a chi ha di più». Ed è per questo motivo che l’idea che si sta facendo strada è ricorrere alle vie legali per fermare quello che per i comitati è una vera e propria «vergogna».

Le istituzioni regionali replicano che, in realtà, tutto è avvenuto secondo norma e che, a causa di un calo generale di afflusso turistico dopo il terremoto, c’è l’esigenza di sponsorizzare ora l’intera regione

Ma non è tutto. Prima di questa delibera, infatti, già a dicembre con un altro atto regionale si era deciso di intervenire, questa volta per «adeguamento sismico», su strutture, secondo i comitati, certamente non prioritarie. Una su tutte: Palazzo Raffaele, sede della stessa giunta regionale. Ma, anche in questo caso, l’elenco è molto più lungo: lauti finanziamenti sono stati previsti anche per il rettorato di Ancona (7 milioni), il collegio «De Carlo» di Urbino, la mensa universitaria della Politecnica delle Marche e l’ospedale regionale di Torrette (per un finanziamento di oltre 12 milioni).

Accanto alle Marche – cui va la fetta più ampia (il 62%) dei 400 milioni complessivi stanziati tra fondi Ue e cofinanziamento nazionale – ovviamente parte dei contributi andranno anche alle altre aree colpite: circa 65 milioni a testa a Lazio e Umbria, il resto all’Abruzzo. «In queste regioni – spiega Pastorella – l’assegnazione dei fondi ancora non è partita, ma sia Umbria che Lazio hanno detto chiaramente che i soldi finiranno prioritariamente alle aree del cratere». La questione, nel frattempo, ha assunto anche tinte evidentemente spiacevoli. Moreno Pieroni, assessore regionale delle Marche, qualche giorno fa proprio rivolto a Pastorella, romano di nascita, ha dichiarato: «Abituati d essere educato, non fare il romano». Una gaffe che ha portato a un mezzo incidente istituzionale con il Campidoglio, che ha preteso delle scuse.

Ma anche tra le stesse amministrazioni locali il clima non è dei più distesi. Dopo un servizio andato in onda su Rai1 in cui una signora di Muccia (Macerata) attaccava la decisione di finanziare le piste ciclabili, il sindaco di Pesaro, il renzianissimo Matteo Ricci, ha annunciato querela nei confronti della stessa signora. Provocando la reazione di altri sindaci, a cominciare dal primo cittadino di Camerino Gianluca Pasqui. «Capisco la necessità di fare il bullo in un momento di grande nervosismo – ha scritto su Facebook Pasqui – ma minacciare querele verso cittadini che non hanno più nulla e hanno perso tutto è cadere veramente in basso. Quereli me, signor sindaco […] Oppure, se vuole dimostrarsi ragionevole e capace di azioni dalla parte della gente e fuori da quel partito, venga a trovarmi a Camerino, venga a trovare i suoi colleghi di Muccia, di Pieve Torina, di Visso, di Castelsantangelo e si renda conto di che cosa vive la nostra gente da ormai trenta mesi. Quel terremoto che per Pesaro ed il pesarese è stato - grazie a quel partito oggi chiamato alle Primarie - come una vincita al Superenalotto, per noi è stato devastazione e disgregazione».

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