14 Marzo Mar 2019 0656 14 marzo 2019

Non ne hanno fatta mezza: ecco tutte le promesse tradite dal governo di cartapesta

La protezione umanitaria che non è stata cancellata, il reddito di cittadinanza che non ha abolito la povertà, la Legge Fornero che è ancora lì, tutta intera, la finta autonomia delle regioni del nord. Storia di un governo che non ha realizzato nemmeno una promessa

Salvini Dimaio 33 Linkiesta
Giulio LAPONE / AFP

E così ora scopriamo che anche la protezione umanitaria (per ora) non è stata cancellata dal decreto Salvini - smettiamo di chiamarlo “sicurezza”, per igiene lessicale? -, grazie a una sentenza della Cassazione che ha decretato la non retroattività del decreto. Risultato? 1800 permessi umanitari rilasciati negli ultimi due mesi. E ci sono 23mila persone che si sono viste negare la protezione negli ultimi sei mesi che, con ogni probabilità, seppelliranno i tribunali di ricorsi. Il tutto, in attesa di un pronunciamento della Consulta su un provvedimento che per molti magistrati e giuristi è palesemente incostituzionale. Così come del resto il celeberrimo taglio alle pensioni d’oro tanto celebrato da Luigi Di Maio.

Staremo a vedere. In ogni caso, è l’ennesima promessa tradita del governo gialloverde, l’ennesima ciambella riuscita senza buco dopo mesi di roboanti annunci e di tonanti proteste. Roba che metterle in fila è un esercizio di memoria da consumati archivisti. Per dire, dovevano far vedere i sorci verdi all’Europa con una deficit al 2,4% del Pil, si sono fermati al 2% con 23 miliardi di aumento dell’Iva - un punto e mezzo di Pil, più o meno: fate due conti - a salvaguardia del fortino, e la promessa di una correzione ai conti pubblici se la crescita dell’economia non sarebbe stata pari all’uno per cento previsto dalla nota di aggiornamento al Def. Per la cronaca: ora come ora il Pil 2019 dell’Italia dovrebbe calare di 0,2 punti percentuali. Si attendono retromarce, dopo il voto europeo di maggio. Anche perché l'unica cosa che è cresciuta è lo spread coi bund tedeschi.

La paventata abolizione della Legge Fornero è diventata una finestra di prepensionamento di tre anni, sempre se ci saranno i soldi per finanziarla, la flat tax un estensione del regime dei minimi alle partite Iva, la chiusura dell’Ilva e il blocco ai lavori per la costruzione del Tap due barzellette durate lo spazio di una repentina retromarcia, fine che dovrebbe fare pure il Tav Torino-Lione, appena sarà superato l’ostacolo delle elezioni regionali in Piemonte, concomitanti alle europee

Peraltro, se guardiamo dentro la manovra del cambiamento, scopriamo che il reddito di cittadinanza avrà una platea potenziale di 2,2 milioni di poveri, contro i 6,5 milioni vaticinati da Di Maio quando sproloquiava di aver abolito la povertà, che i soldi verranno erogati come le pentole delle televendite, “salvo esaurimento scorte”, e che molti tra i poveri italiani preferiscono lavorare in nero e rinunciare al sussidio, come ha raccontato ieri Lidia Baratta proprio su Linkiesta. Mentre tutta l’enfasi sulle mirabolanti politiche attive del lavoro made in Mississippi è andata a sbattere contro la realtà delle attribuzioni di competenza tra Stato e Regioni.

Nel frattempo, la paventata abolizione della Legge Fornero è diventata una finestra di prepensionamento di tre anni, sempre se ci saranno i soldi per finanziarla, la flat tax un estensione del regime dei minimi alle partite Iva, la chiusura dell’Ilva e il blocco ai lavori per la costruzione del Tap due barzellette durate lo spazio di una repentina retromarcia, fine che dovrebbe fare pure il Tav Torino-Lione, appena sarà superato l’ostacolo delle elezioni regionali in Piemonte, concomitanti alle europee. Pure l’autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, con il mantenimento dei costi storici, è nei fatti una promessa tradita, visto che le tre regioni avranno sì nuove competenze, ma non un centesimo in più da spendere.

Ah, quasi dimenticavamo: con la primavera ricominceranno le partenze dal nord Africa, e magari pure un bel po’ di sbarchi. Già, perché a quanto pare i porti non sono chiusi né lo sono mai stati, poiché non è arrivato mezzo atto formale che certifichi tale chiusura. Tutto quel che è avvenuto finora, insomma, è al di sopra della legge. Chissà se avverrà di nuovo. O se sarà l’ennesima promessa tradita del governo più pataccaro del mondo.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook