20 Marzo Mar 2019 0027 20 marzo 2019

L’ultima follia di Salvini: i migranti naufragano per metterlo in difficoltà

Accusa Mediterranea di aver organizzato il “presunto salvataggio” nell’imminenza del voto sulla Diciotti e scarica sulle Ong la responsabilità dell’ennesimo naufragio mortale: ecco fino a dove si può spingere il cinismo politico

Migranti Mediterranea Salvini Linkiesta
FEDERICO SCOPPA / AFP
Federico SCOPPA / AFP

Mentre 48 persone venivano sbarcate a Lampedusa dalla Mare Jonio, la nave dell’ong Mediterranea, altre 8 sono risultate disperse in un naufragio al largo delle coste libiche, a poche centinaia di metri dalla costa di Sabrata. Tra loro, pare, un bambino di otto mesi. Per quanto ci si possa abituare al male, sono notizie che dovrebbero fare strame di ogni cinismo, e lasciare spazio alla pietà umana, senza alcun distinguo, senza alcuna strumentalizzazione.

E invece no, bisogna continuare a scavare, alla ricerca del fondo. Perché secondo Matteo Salvini, ministro dell’interno, “questo presunto salvataggio da parte di una nave dei centri sociali era organizzato da giorni”, affinché avvenisse “in prossimità del voto del Senato sul caso Diciotti“. In altre parole, dice Salvini, organizzazione non governativa e trafficanti di esseri umani avrebbero inscenato un finto naufragio per smuovere le coscienze dei Cinque Stelle dubbiosi per convincerli a votare a favore dell’autorizzazione a procedere per Salvini. Intimando le forze di polizia, di cui è capo, di sequestrare la nave e arrestare il suo equipaggio.

Se non altro, il livello di paranoia raggiunto dimostra quanto Salvini tema il giudizio sulla Diciotti. E di conseguenza, quanto tema di aver agito in modo illegittimo in quella e in diverse altre analoghe occasioni

Se non altro, il livello di paranoia raggiunto dimostra quanto Salvini tema il giudizio sulla Diciotti. E di conseguenza, quanto tema di aver agito in modo illegittimo in quella e in diverse altre analoghe occasioni. Così come del resto, la dimostrazione di un cinismo uguale e contrario a quello che imputa alla “nave dei centri sociali” - rea di non aver rispettato le regole, sebbene il ministro sappia che la Libia non è porto sicuro e che la Tunisia i porti li chiude regolarmente ai migranti - quando decide insieme ai fidi compari a Cinque Stelle che il giorno prima del voto sulla Diciotti, per l’appunto, i porti non sono più chiusi. Sai mai che qualcuno si indispettisca, in Parlamento.

Non solo: dice tutto anche l’insensibilità dimostrata di fronte a un naufragio reale, con un bambino annegato in mare. Un naufragio omesso, che non comparirà nei cruscotti celebrativi del ministero dell’interno e che avrebbe sporcato la narrazione delle zero partenze, zero morti, zero sbarchi - no, caro Salvini, la gente continua a morire e ad arrivare, ma noi non lo sappiamo più - oltre a quella della grande cospirazione per distruggere il ministro dell’interno che ha fermato la “grande invasione” dall’Africa. Anzi, peggio: quel naufragio è colpa delle navi delle ong in mare.

Tutta propaganda, tutta politica interna, tutto gioco delle parti, tutto circo mediatico sulla pelle di gente morta con le ossa già rotte, di naufraghi salvati con migliaia di chilometri di migrazione alle spalle, e qualche mese almeno di inferno libico. Non pensavamo si potesse arrivare a tanto, a farne mera carne da cannone per polemizzare con Luca Casarini e con Sinistra Italiana. Se la goda, Salvini, finché dura. L'estate sta arrivando.

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