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Greenkiesta
22 Marzo Mar 2019 0713 22 marzo 2019

1000 alberi, 300 volte grazie (in una settimana)

Lo ammettiamo, ci avete stupito: in soli sette giorni abbiamo raggiunto un terzo dell’obiettivo. Ma non ci fermiamo qua: perché la reforestazione è un tema cruciale della nostra epoca. A proposito, candidati alle elezioni europee: che idee avete in merito?

1000Alberi 100Giorni Linkiesta
ERNESTO BENAVIDES / AFP

Lo ammettiamo, ci avete stupiti. Pensavamo sarebbe stata dura, arrivare a piantare 1000 alberi in 100 giorni, e in una sola settimana siamo già arrivati a un terzo del percorso. Mentre scriviamo sono 335 gli alberi che già avete deciso di piantare insieme a noi (qui la foresta con gli alberi che già sono stati registrati da ciascun lettore) donando 20 euro per ciascuno di essi, con una frequenza costante, giorno dopo giorno, che vi fa onore e che ci rende orgogliosi (a proposito, se volete contribuire, andate QUI)

Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale tra i più affermati al mondo, che abbiamo intervistato proprio oggi, dice che la deforestazione andrebbe considerato un crimine contro l’umanità, non contro il pianeta. Perché noi, senza alberi, non possiamo vivere. E ogni albero cui decidiamo di rinunciare è un piccolo passo in avanti verso l’estinzione umana. Un comportamento folle e autolesionista che trova peraltro in leader appena eletti come il neo presidente del Brasile Jair Bolsonaro - vampiro messo a guardia della banca del sangue più importante del pianeta - alcuni tra i più ferrrei apologeti.

Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale tra i più affermati al mondo dice che la deforestazione andrebbe considerato un crimine contro l’umanità, non contro il pianeta. Perché noi, senza alberi, non possiamo vivere. E ogni albero cui decidiamo di rinunciare è un piccolo passo in avanti verso l’estinzione umana

Per quanto sia stupido pensarlo, la risposta deve partire da noi. Dalla sensibilità che mostriamo sul tema, ad esempio: lo sappiamo, noi che ne siamo tra i principali trasformatori al mondo, da dove arrivano le 20 milioni di tonnellate di legno che importiamo ogni anno, come si chiede, nel suo articolo di oggi, Lidia Baratta? Siamo sicuri che provenga da filiere ecosostenibili? Per dire, sarebbe già un piccolo passo chiederselo, cosa che invece non avviene, in molti casi. O ancora: da quant’è che i boschi italiani - che coprono un terzo della superficie del nostro Paese - avrebbero bisogno di una manutenzione boschiva, come chiede da decenni Federlegno, un lavoro che porterebbe con se decine di migliaia di posti di lavoro in più e che ci eviterebbe disastri come quelli dello scorso autunno nelle foreste trentine e venete?

La nostra campagna dei mille alberi, in fondo, serve soprattutto a questo. Ad accendere la luce su una questione dirimente per la nostra sopravvivenza come specie, sulla quale possiamo incidere molto più di quanto crediamo e che porterebbe benefici tangibili a costi contenuti, se decidessimo di affrontarla come sistema Paese, o meglio ancora, come Continente. Pensiamoci su. E intanto continuiamo a piantare alberi. Quanto possiamo, più che possiamo.

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