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26 Marzo Mar 2019 0600 26 marzo 2019

Altro che noiose commissioni: d’ora in poi andare al supermercato sarà sempre più divertente

Il futuro non sarà fatto solo di ordini online: il downsizing (riduzione delle superfici di vendita) e l’upsizing (ampliamento dei luoghi fisici dove offrire nuove esperienze per attrarre clienti) il supermercato si trasforma. Diventa un luogo sempre più coinvolgente. Tutto grazie alla tecnologia

Supermercato_Linkiesta
Pixabay

Archiviato il dibattito sulle differenze tra omnicanalità, crosscanalità, multicanalità, tra ciò che distingue l’online e l’offline, sulla prevalenza dell’uno sull’altro o viceversa, l’attenzione del rapporto tra retailer e clienti si sposta tutto sull’esperienza. Meglio sull’omniexperience.

Che non è altro che il riappropriarsi, da parte di chi svolge un’attività di vendita o di somministrazione dell’essenza stessa del fare commercio.

Dal punto di vista del consumatore, poi, non ci sono differenze tra il momento dell’acquisto e quello del consumo, visto che la vendita di un prodotto alimentare o non alimentare prevede che ci sia comunque nello stesso luogo e nello stesso momento anche la possibilità di mangiare o bere qualcosa.

Si realizza anche nel commercio l’unità aristotelica di luogo, tempo e azione, quasi che nei moderni punti vendita vada in scena una vera e propria rappresentazione drammaturgica: la contemporanea rappresentazione del consumo. E il food & beverage si trasforma in un vero e proprio driver di sviluppo e crescita, come dimostrano le varie acquisizioni o creazione di nuovi format in questi ultimi tempi, come l’acquisizione della rete di Costa Cafe da parte di Coca-Cola

LA TECNOLOGIA È UN MEZZO, NON IL FINE

L’ultima edizione di Retail Innovations, annuale sintesi delle analisi condotte su scala internazionale da Kiki Lab e da Ebeltoft Group concorre a comprendere meglio la scena attuale. Suffragata da esempi concreti, la ricerca individua una serie di evidenze (le tecnologie, i servizi, i millennials, le start up, la personalizzazione) che orientano i retailer a operare in uno scenario che, complici l’evoluzione tecnologica e il mutare delle aspettative delle persone, richiede continue e veloci messe a punto. «Ma non bisogna confondere l’innovazione con il semplice utilizzo della tecnologia – afferma Fabrizio Valente, fondatore e ceo di Kiki Lab – che diventa un mezzo, non il fine. Innovazione significa ripensare in maniera intelligente l’esperienza del cliente, cambiando da parte dei retailer l’approccio complessivo».

Un approccio non facile che si muove lungo un mainstream alle cui estremità troviamo il downsizing, la riduzione delle superfici di vendita e, all’opposto, l’upsizing, l’ampliamento dei luoghi fisici dove l’offerta di esperienza serve per attrarre clienti.

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