Conti in tasca
30 Marzo Mar 2019 0600 30 marzo 2019

Prestiti a tasso negativo: opportunità o fregatura?

Una cifra che si limita a 1.000 euro e una durata fissa di rimborso a un anno non lasciano molto margine di manovra. Si tratta infatti di offerte elaborate per scopi commerciali e pensate più che altro per avvicinare i consumatori al tema dei tassi di interesse

Prestito Linkiesta
(Pixabay)

Chiedere un prestito e dover restituire una somma addirittura inferiore rispetto a quella ricevuta? Sembrerebbe impossibile, considerando che qualsiasi prestito, normalmente, prevede degli interessi, eppure da qualche tempo a questa parte hanno preso a circolare anche opzioni di questo tipo. L’operazione si chiama prestito a tasso negativo, dove il Taeg (il tasso che riassume il costo finanziario complessivo del mutuo) che viene proposto ai consumatori interessati a chiedere un prestito è inferiore allo 0% (tendenzialmente intorno al -1 o -1,5%).

Come funziona? Si tratta di un imbroglio, oppure è effettivamente un’occasione d’oro per ottenere un finanziamento a condizioni molto vantaggiose? Intanto, occorre fare qualche considerazione di base: fino a questo momento, le opzioni che sono circolate riguardavano unicamente prestiti da 1.000 euro, restituibili in 12 mesi. Insomma, un mini finanziamento con cui, in fondo, non si può fare granché, se non al limite programmarsi una vacanza. In più, si tratta di un prestito non finalizzato (ricordiamo che dichiarare il fine della richiesta di finanziamento, ad esempio per ristrutturazione, è sempre consigliabile): questo è un elemento probabilmente pensato per invogliare le persone a sottoscriverlo, ma comunque poco esemplificativo delle normali dinamiche dei prestiti.

Ipotizzando di chiedere un prestito da 1.000 euro con un tasso di interessi a -1,5%, il prestito prevede che si debbano restituire 991,60 euro

Ciò detto, facciamo un esempio pratico: ipotizzando di chiedere un prestito da 1.000 euro con un tasso di interessi a -1,5%, il prestito prevede che si debbano restituire 991,60 euro. Questo è possibile in particolare grazie ai Tltro (Targeted Longer-Term Refinancing Operations), operazioni attraverso cui la Bce finanzia le banche per concedere prestiti mirati a famiglie e piccole imprese. Questi hanno già visto due round di aste negli anni passati, e sembra che a breve si darà il via ad un terzo giro. In più, per invogliare il cliente, oltre al un tasso negativo, l’istituto che propone l’offerta può istituire un cashback, cioè il rimborso immediato di una certa cifra direttamente sul conto corrente di chi sottoscrive il prestito, appena dopo averlo sottoscritto.

Dettagli di questo genere a parte, le offerte di prestito a tasso negativo arrivate per la prima volta in Italia pare abbiano avuto un discreto successo negli ultimi mesi. Le limitazioni, però, sono evidenti: una cifra che si limita a 1.000 euro e una durata fissa di rimborso a un anno non lasciano molto margine di manovra. Si tratta infatti di offerte elaborate per scopi commerciali e pensate più che altro per avvicinare i consumatori al tema dei tassi di interesse, promuovendo le opportunità di risparmio che gli strumenti online consentono rispetto agli altri canali.

Se vi serve davvero un prestito, insomma, conviene orientarsi su altre opzioni: comunque si trovano ancora tassi di interesse molto vantaggiosi per i prestiti, anche usando strumenti online come quello specializzato sui prestiti di MutuiOnline.it per confrontare diversi istituti e cercare i migliori tassi in circolazione a seconda delle proprie necessità. Se anche è la vostra prima volta con un prestito, la chiarezza e la semplicità di utilizzo di questi strumenti nel consentire la comparazione tra diverse offerte renderà il processo molto meno macchinoso di come sarebbe altrimenti. E anche nei casi in cui non si tratta di un prestito a tasso negativo, di opportunità per risparmiare ce ne sono tante: basta scegliere bene.

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