4 Aprile Apr 2019 0700 04 aprile 2019

Bentornato sulla Terra, Di Maio: te ne accorgi ora, che Salvini è ultradestra?

Il capo politico dei Cinque Stelle è “un po' preoccupato” per la posizione della Lega sull’aborto. Sui migranti, le armi, l’eccesso di difesa, le clausole discriminatorie del reddito di cittadinanza niente da dire, invece?

Dimaio 22 Linkiesta
Alberto PIZZOLI / AFP

Bentornato sulla Terra, Luigi Di Maio. Perché la vacanza in orbita - o una paraculaggine da record mondiale - è l’unica spiegazione per giustificare l’uscita del ministro dello sviluppo economico, che dopo due mesi di trattative e dieci di governo gomito a gomito si è improvvisamente definito “un po’ preoccupato” da “questa deriva di ultradestra che a volte anche la Lega abbraccia” e che lo vede “per forza costretto a prendere le distanze”.

E già ce lo immaginiamo il capo politico del Movimento Cinque Stelle che trasale di fronte all’ipotesi di abolire la legge sull’aborto, Perché a questo si riferisce il nostro sensibile ministro, nonostante nessun leghista si sia mai sognato di proporre una cosa del genere. Questa è, per lui, la terribile ultradestra leghista. E non sappiamo nemmeno noi se sia troppo crudele svegliarlo dal suo candore, e raccontargli quattro cose dalle quale non si è preoccupato nemmeno un po’ e di certo non si è visto costretto a prendere le distanze.

Facciamo i maliziosi: non è che Di Maio si stia preparando a saltare la barricata? Che senta puzza di bruciato e voglia di elezioni da parte del leader leghista e si stia preparando a una nuova maggioranza “antifascista”? Che la vera preoccupazione di Di Maio sia quella di evitare che Salvini si costruisca una maggioranza tutta nuova con Forza Italia, Fratelli d’Italia e un po' di Cinque Stelle in fuga, preoccupati pure loro che il voto anticipato gli sfili la poltrona da sotto il sedere?

Tanto per cominciare, pare di capire che per il buon Di Maio l’odissea dei 630 persone stipate su una nave, tra cui 140 minori e 7 donne incinte, cui sono stati chiusi tutti i porti italiani non sia ultradestra. E non lo sia parlare di pacchia finita e di migranti in crociera, cose che nemmeno Orban si è mai permesso di dire. E non lo sia un decreto “sicurezza” che distrugge un sistema di accoglienza e integrazione diffusa per crearne uno fondato su grandi centri di detenzione. E non lo sia una legge che istituzionalizza che liberalizza l’uso delle armi e che abolisce il reato di eccesso di difesa, per evitare che una persona che spara a un ladro in fuga, o a terra, o disarmato sia incriminata per omicidio. O, peggio del peggio, che una misura di welfare universale come il reddito di cittadinanza contenga una norma - mutuata da un regolamento comunale che il Tribunale di Milano ha definito discriminatorio - che impedisce agli stranieri di averne accesso.

No, per il tenero e preoccupato Di Maio, tutto quel che lui stesso ha avallato e difeso negli ultimi dieci mesi - e di cui abbiamo fatto solo una sintesi rapida e sommaria: potremmo continuare a lungo - non è ultradestra. Quella stessa ultradestra, ironia della sorte, della quale i Cinque Stelle si sono sempre detti essere argine, quasi a doverli ringraziare, e che loro stessi hanno portato al governo, riuscendo nell’impresa di farla diventare il primo partito italiano, con un consenso quasi raddoppiato rispetto alle elezioni del 4 marzo.

Chiediamo, eh: ci voleva tanto, in questi dieci mesi, a mettere qualche argine in più? A dire no grazie alle provocazioni e alle prevaricazioni del ministro dell’interno, ai suoi eccessi verbali, ai suoi strali xenofobi. È un po’ difficile, oggi, fare i verginelli preoccupati, dopo che per mesi si è creato un cordone di protezione attorno al Capitano, permettendogli qualunque cosa nel nome del contratto di governo e dello scambio di favori.

Facciamo i maliziosi: non è che Di Maio si stia preparando a saltare la barricata? Non è che senta puzza di bruciato e voglia di elezioni da parte del leader leghista e si stia preparando a una nuova maggioranza “antifascista”? Che la vera preoccupazione di Di Maio sia quella di evitare che Salvini si costruisca una maggioranza tutta nuova con Forza Italia, Fratelli d’Italia e un po' di Cinque Stelle in fuga, preoccupati pure loro che il voto anticipato gli sfili la poltrona da sotto il sedere? Alle prossime settimane l’ardua sentenza. Ma se conosciamo i nostri eroi, e un po’ li conosciamo, non ci sentiremmo di escluderlo.

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