4 Aprile Apr 2019 1138 04 aprile 2019

EUreka, ecco l’alternativa a Rousseau di +Europa

Domenica 7 aprile, a Firenze, Emma Bonino e Federico Pizzarotti lanceranno ufficialmente la campagna elettorale. Per l'occasione sessanta ospiti interverranno in undici tavoli di lavoro tematici aperti a tutti, con l’ambizione di costruire in forma partecipata il programma per le elezioni europee

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Foto tratta dal profilo di Più Europa

Domenica 7 aprile, a Firenze, +Europa lancerà ufficialmente la sua campagna elettorale. Sarà svelato il simbolo depositato ufficialmente la stessa mattina, parleranno i principali leader nazionali ed Europei, da Emma Bonino a Guy Verhofstadt, da Benedetto Della Vedova a Federico Pizzarotti, ma ci sarà anche qualcosa di più, e per certi versi di originale. La mattinata di domenica sarà dedicata a una cosa chiamata “EUreka, idee per l’Europa Unita” : più di sessanta ospiti interverranno in undici tavoli di lavoro tematici aperti a tutti, con l’ambizione di costruire in forma partecipata il programma di +Europa per le elezioni europee. Si va dalla macroeconomia all’ambiente, dall’innovazione al lavoro, dalle sfide della demografia - immigrazione compresa - a quelle che vengono dai territori e dalle città, dalla scienza ai diritti. Tra loro Marco Cattaneo, direttore di Le Scienze, economisti come Sandro Brusco e Fabrizio Onida, Antonio Pascale, Carlo Alberto Carnevale Maffé, Isabella Alloisio, esperta dell’Onu su clima ed energie rinnovabili. Ogni tavolo ha un coordinatore, che ha costruito attorno a sé un panel di esperti, e che propone una traccia di discussione attorno alla quale sviluppare il dibattito e raccogliere spunti e contributi. E da ogni discussione, pubblica e partecipata, scaturirà una bozza che verrà affinata in un paragrafo del programma di +Europa.

L'illusione che il sapere possa autoprodursi in Rete, a prescindere dalle conoscenze acquisite fuori dal web con anni di studio e di lavoro, trasformandosi poi in modo confuso e incoerente in proposta ha avvelenato la politica. La formula dei meet-up in cui uno vale uno e alla fine nessuno vale niente

L’idea, alla quale tengono molto gli organizzatori, è quella di trovare un giusto compromesso tra competenza e partecipazione. Una delle illusioni che ha avvelenato la politica nell’ultimo decennio è quella secondo la quale il sapere possa sostanzialmente autoprodursi in rete, a prescindere dalle conoscenze acquisite fuori dal web attraverso anni di studio e di lavoro, trasformandosi poi in modo confuso e incoerente in proposta politica. La formula dei meet-up, praticamente, in cui uno vale uno e alla fine nessuno vale niente.

Il punto di partenza è radicalmente diverso e si spera che lo sia anche il punto di arrivo. Se i partiti non possono più svolgere la funzione per la quale nel secolo scorso erano nati, quella di rappresentare ceti sociali delimitati in compartimenti stagni, non possono rinunciare a fare elaborazione politica, ovvero a trasformare le conoscenze in proposte, a mettere al lavoro le competenze per interpretare la realtà che si vuole trasformare.

Come riuscire quindi a svolgere questa funzione essenziale senza calare dall’alto prodotti preconfezionati e senza scadere nelle semplificazioni delle proposte-slogan pensate solo per la comunicazione elettorale? EUreka nasce proprio come tentativo di rendere al tempo stesso “partecipato” e “competente” il processo di elaborazione politica, senza fermarsi alla fase elettorale. Di dare risposte complesse a sfide complesse come quelle della contemporaneità, e di formare al tempo stesso una classe dirigente in grado di accettare quelle sfide.

Se le elezioni europee sono infatti l’occasione per muovere più partecipazione di quanto non sia possibile fare “in tempo di pace”, il progetto EUreka non vuole fermarsi qui. Vuole anzi usare la spinta propulsiva della mobilitazione elettorale per dar vita a un laboratorio permanente, in forme che sono per molti versi ancora da esplorare, a cominciare da una sezione dedicata e “aperta” del sito di +Europa. Qualcuno ha ipotizzato che da questo modello potrebbe nascere l’alternativa europeista e razionale a Rousseau. Magari è un po’ presto per dirlo, magari il la sfida è azzardata, ma sicuramente è una cosa che vale la pena tenere d’occhio.

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