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5 Aprile Apr 2019 0600 05 aprile 2019

Ti piace schiacciare le lattine di birra usate prima di buttarle? Forse è un errore

Alcuni macchinari non consentono di distinguere il rifiuto se non dalla sua forma. Una volta che questa viene modificata, il processo non lo riconosce e lo manda in discarica. Privando la catena del riciclo di risorse preziose

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da Flickr, di Emanuel Kluge

A prima vista sembra logico: occupa meno spazio, è più comodo. È perfino divertente. Eppure pare che schiacciare le lattine usate prima di buttarle via non sia il modo migliore per riciclarle. O meglio, dipende. Molti centri di riciclo hanno molta più difficoltà a recuperarle.

Il materiale viene disposto e organizzato a seconda della forma del rifiuto. Quelli più piccoli, o che non rientrano nelle misure standard definite, sono considerate rifiuto puro e vengono inviate nelle discariche. Questo spiega anche perché è meglio riciclare le bottiglie insieme al tappo. A volte vengono perfino confuse con carta e cartoni e finiscono per contaminare e rovinare l’intero lotto.

Insomma, il consiglio è il seguente: lasciateli come sono. Prendete le lattine di birra e simili, pulitele (anche per evitare la diffusione di cattivi odori) e gettatele nel cestino apposito.

Se non volete rinunciare alla vostra abitudine di schiacciarle (anche perché, in certi casi, è l’unico esercizio fisico svolto durante la giornata), occorre prima informarsi sui macchinari impiegati dal Comune di riferimento. Esistono anche macchinari che seguono un sistema diverso, cosiddetto multi-stream, che permettono di distinguere la latta e l’alluminio anche se si presentano in forme insolite. Bisogna saperlo prima e, di conseguenza, adeguarsi.

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