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6 Aprile Apr 2019 0600 06 aprile 2019

Guru indiani e orologi svizzeri costosi: una storia d’amore

Credere paga, almeno se sei quello che riesce a convincere le masse con teorie strampalate che insegni facendoti pagare oro. Sono scomparsi i guru che facevano della povertà una virtù. Nell’ultimo secolo è la ricchezza che dimostra la benevolenza degli dèi, compresa la qualità degli orologi

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FABRICE COFFRINI / AFP

Non ci sono più i guru indiani di una volta. Nel passato erano mistici che disprezzavano i beni materiali, vivevano con le loro tuniche arancio e come possesso vantavano solo un tappetino e delle ciotole con cui chiedere la carità. E se andava bene ricevevano del riso.

Adesso, invece, figurano tra gli uomini più ricchi del mondo, e finiscono di consueto sulle liste di Forbes. Mantenuti dalla credulità (pardon, dalla fede) popolare, personaggi come Osho e Sai Baba sono riusciti ad accumulare immense fortune. Fino a imporre un canone, anche di vestiario. Come fa notare questo giornale, non esiste guru indiano che si rispetti che non abbia almeno un orologio svizzero costosissimo al polso.

Osho, per l’appunto, è stato uno dei primi. Considerato il “guru dei ricchi”, è diventato famoso – e ha acquisito seguito – quando ha cominciato a predicare contro l’ortodossia imperante in fatto di sesso e di soldi. Perché demonizzarli, chiedeva. Perché disprezzarli? I ricchi di tutto il mondo lo hanno ringraziato, deliziandolo con almeno 90 auto di lusso e diversi, tantissimi orologi svizzeri. Uno di questo, un Rolex personalizzato, era fatto di diamanti (31 carati) e rubini. Indispensabili per sapere se è l’ora della preghiera.

Meno noto di lui, c’è Sadhguru Jaggi Vasudev (ritratto all’inizio dell’articolo). Meno noto, appunto. Ma non meno ricco. Il suo messaggio, una specie di percorso per l’autoperfezione che ha definito “ingegneria interiore”, viene insegnato a peso d’oro in oltre 200 centri sparsi in tutto il mondo. Tra i suoi appuntamenti immancabili c’è il raduno dei suoi colleghi ricchi e potenti a Davos, al World Economic Forum, cui va quasi ogni anno per predicare sulle qualità umane e spirituali dell’essere umano. Le sue passioni sono le moto e i vestiti sgargianti, ma nemmeno lui può sottrarsi al fascino di un bell’orologio di qualità al polso.

Sai Baba da giovane

Forse il fenomeno più curioso è quello di Satyan Sai Baba. Mistico, guru che a 14 anni, compresa la potenzialità del mercato della religione in India, ha deciso di auto-proclamarsi la reincarnazione del mistico Sai Baba di Shirdi, una delle figure più venerate nel Paese. Da quel momento i suoi seguaci hanno cominciato a coprirlo di denaro, in parte per finanziare i suoi progetti benefici per l’India, in parte per ingrassare le casse del suo trust: alla sua morte, avvenuta nel 2011, Sai Baba poteva contare su un patrimonio di 12 milioni di euro.

Con gli orologi, però, aveva un rapporto speciale. Non li indossava, non li amava nemmeno tanto. Però era in grado, giurano e spergiurano i suoi adepti, di materializzare orologi svizzeri Rolex dal nulla. Un dono che gli scettici, quei miscredenti, classificano a gioco di prestigio di bassa lega.

Sai Baba mentre fa apparire un orologio
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