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9 Aprile Apr 2019 0600 09 aprile 2019

I gilet gialli? Nulla di serio, è solo che ai francesi piace protestare

I politici si aspettano che i cittadini vadano in piazza, i cittadini vanno in piazza, i politici modificano un poco la legge. La Francia funziona così da secoli, nutrendosi della stessa retorica, della stessa violenza e delle stesse richieste velleitarie. E nessuno deve scomporsi più di tanto

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Thomas SAMSON / AFP

Sono mesi che i gilet gialli imperversano in Francia. Seminano scompiglio, continuano la lotta, non mollano di fronte alla repressione. Il governo è preoccupato. Gli osservatori internazionali non sanno come interpretare il fenomeno. E tutti si chiedono: è una rivoluzione?

No, certo che no. I gilet gialli, sostiene il politologo Frank L. Wilson, altro non sono che l’ennesima prova che ai francesi, più che agli altri popoli europei, piace protestare. Crescono con il mito della Rivoluzione francese e, appena ne hanno occasione, cercano di dimostrare, al mondo e a se stessi, di essere all’altezza di quell’ideale.

Eppure, a conti fatti, negli ultimi 30 anni, non è la Francia il Paese che ha contato il più alto numero di proteste e manifestazioni. Anzi, a ben guardare arriva terza. Possibile che questa visione dei francesi “bellicosi” e “rivoluzionari” sia solo il classico cliché dei giornali?

In realtà, si premura di sottolineare Wilson, le proteste francesi risultano memorabili non tanto per la loro frequenza (anche se non sono poche, tutt’altro) quanto per la loro drammaticità ritualizzata. I politici francesi “si aspettano che i cittadini protestino” e i cittadini francesi non esitano, a loro volta, di esprimere la loro contrarietà riversando la propria rabbia e delusione nelle strade”. Il tutto attuato secondo tecniche colorite, che restano impresse nella memoria degli osservatori. Aiuta anche il fatto che si concentrino in modo principale a Parigi e che abbiano istanze anti-establishment clamorose.

Insomma, se una protesta risulta efficace non è dato (solo) dal fatto che il potere cambia la propria politica in seguito alla manifestazione. Secondo Wilson, il caso dei gilet gialli supera questa condizione, dal momento che hanno richieste velleitarie, vaghe e irraggiungibili. Piuttosto, funziona se riesce a mantenere consenso e simpatia nel corso del tempo (e questo ai giet gialli sta venendo meno), o anche solo attenzione. È la vera sfida che, con il passare delle mode, rimane ardua.

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