nuovi nemici
13 Aprile Apr 2019 0600 13 aprile 2019

Dopo i migranti, arrivano i Rom. Ecco la nuova arma di distrazione di massa

Costituiscono lo 0,23% della popolazione, la percentuale tra le più basse in Europa. Eppure sono diventati i nuovi nemici della pancia onnivora degli indignati italiani

Casa Pound Rom_Linkiesta
FILIPPO MONTEFORTE / AFP

Sono lo 0,23% della popolazione. Numeri precisi non ce ne sono ma si tratta di una forbice tra 120mila e 180mila persone. La percentuale italiana è tra le più basse in Europa eppure i rom sono i nuovi nemici della pancia onnivora degli indignati italiani. Per la gioia del ponte di comando i penultimi, dopo "i negri", hanno trovato un nuovo nemico pubblico in grado di contorcere i loro sonni e pronto per essere cavalcato da chi ha bisogno di una durevole distrazione di massa che permetta di posporre il fallimento annunciato.

Nei bar non si parla d’altro: dove prima c’erano i barconi (che continuano a esserci ma la narrazione si è esaurita, badate bene, la narrazione) ora i rom sono i colpevoli unici di un Paese che sta andando a sbattere per il fallimento delle politiche economiche, del reddito che manca e dei pochi che continuano a essere sempre più ricchi ma genialmente continuano a passare inosservati. Dopo i fatti di Torre Maura arriva un altro quartiere di Roma ad alzare la voce, pronto per essere guidato dagli stercorari che da penultimi si lanciano in guerra contro gli ultimi. Ovviamente interviene la politica (che da tempo ha smesso di svolgere il proprio ruolo di pacificazione sociale in nome di qualche like in più sui social) a ingigantire l’ennesima emergenza che non c’è per scovare nuovi bacini di cattivisti pronti a scendere in piazza e sperare nell’uomo forte in memoria di quello che fu.

Non conta che i pericolosissimi rom, al di là della falsa fotografia che viene propagata siano per metà addirittura italiani (quindi sono a casa loro, per dire) e che nei micro insediamenti siano per l’86% di origine rumena come quegli stessi rumeni senza i quali crollerebbero interi comparti della nostra economia

E ancora una volta non servono i numeri, non serve raccontare l’inezia dell’incidenza sulla popolazione, non basta ripetere fino allo sfinimento che la mancanza di integrazione produce disagio sociale e talvolta anche microdelinquenza per sopravvivere, accade ai rom come accade ai rifugiati certificati inesistenti dal pessimo Decreto Sicurezza di Salvini e accade anche agli italiani. Non conta che i pericolosissimi rom, al di là della falsa fotografia che viene propagata siano per metà addirittura italiani (quindi sono a casa loro, per dire) e che nei micro insediamenti siano per l’86% di origine rumena come quegli stessi rumeni senza i quali crollerebbero interi comparti della nostra economia. Ciò che conta è che ora, passata la sbornia delle ONG, ci sia qualcosa di nuovo per sentirsi insicuri e i rom tornano utilissimi perché ce li abbiamo già in casa senza nemmeno il bisogno di avvistarli sulle coste.

Ma c’è un punto sostanziale in questa guerra tra penultimi contro gli ultimi che probabilmente ci sfugge: che esista uno strato sociale talmente impreparato e goffo da non accorgersi quanto sia scema questa guerra, quanto rimangano inevase le vere domande di servizi e di diritti che dovrebbero invece arrivare dall’alto, quanto sia miope questo grufolare con gli occhi sempre a terra senza accorgersi che sono proprio loro, i penultimi (in quella torrida scala dove sentirsi meno ultimo è l’unica grama soddisfazione) a essere il cordone di sicurezza per una politica che se ne può allegramente fregare dei bisogni della gente, attorcigliandosi tutta, e solamente, su una comunicazione che non faccia mai smettere il caos lì in basso e godersi l’impunità dei piani alti.

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