storie di geni
15 Aprile Apr 2019 0600 15 aprile 2019

Non c’è solo Leonardo da Vinci: esplora le opere e il genio di Giovanni Fontana

L’inventore veneto precedette il suo omologo toscano di almeno 50 anni, e si vede: i suoi progetti sono ancora pieni di quelle fantasie medievali che, nel giro di pochi decenni, la civiltà occidentale abbandonerà per sempre

fontana-linkiesta

Tutti ricordano Leonardo da Vinci, ed è un bene. Ma tutti dimenticano il suo predecessore Giovanni Fontana, ed è un male. Come il celebre genio toscano, anche Giovanni, che era veneto, padovano, veneziano, e per un poco anche udinese, fu un grande inventore e progettista. Il suo campo di specializzazione, come richiedeva la sua epoca litigiosa, erano le macchine da guerra, e lì si sbizzarrì con estrema fantasia. Angeli con la carrucola, lanterne magiche, automi riempiti di fuoco sono solo alcune delle sue trovate, conservate nei pochi manoscritti sopravvissuti attribuiti a lui.

Idee innovative e, come spiega il professor Bennett Gilbert della Portland state University, “a volte anche impossibili”.

Esagerava? Forse. Ma nella prima metà del XV secolo la concorrenza in fatto di cose di guerra era, come dire, agguerrita. E aggiungere un po’ di fantasia alle idee da sottoporre ai governanti ne avrebbe aumentato l’interesse: cammelli meccanici per far divertire i bambini? Perché no. E lucchetti difficilissimi per mettere al sicuro i tesori? Ottima idea. Un aggeggio per lanciare fiamme contro i difensori delle città assediate? Meglio che mai. E poi strumenti musicali strani, fontanoni, maschere di attori e mille altre meraviglie.

Certo, Fontana non è Leonardo da Vinci anche perché, nonostante lo anticipasse di soli 50 anni, il tratto con cui disegna i suoi progetti ha ancora molto di medievale. Nella fattispecie, non utilizza la prospettiva e si serve di angolature piuttosto limitate. Rappresenta, in un certo senso, una via di mezzo, una fase di passaggio tra due periodi storici e due mondi. Anche solo la fantasiosità irrealistica delle sue creazioni, del resto, è un richiamo alle sbizzarrite invenzioni dei bestiari medievali. Idee irrealizzabili, immaginabili solo nella fantasia e poco nella pratica (altro tratto che lo differenzia da Leonardo) spiegano perché il suo genio non gode di grande popolarità tra gli ingegneri e i tecnici. Ma molta tra chi, nei suoi disegni, vede un inno spensierato alla fantasia di una volta. Di molti secoli fa, per la precisione.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook