17 Aprile Apr 2019 0722 17 aprile 2019

Ora Salvini vuole comandare anche l’esercito: ma qualcuno che lo sfiducia non esiste, in Parlamento?

Lo Stato Maggiore la definisce un’ingerenza senza precedenti, il ministro Trenta parla di “vaneggiamenti” di fronte all'allarme di 500 terroristi pronti a sbarcare in Italia. Di Maio dice che chiudere i porti di fronti alla crisi umanitaria in Libia non serve a nulla. Cercasi opposizioni

Salvini 2 Linkiesta
KENZO TRIBOUILLARD / AFP

“Un’ingerenza senza precedenti nella recente storia della Repubblica”, pare l’abbiano definita fonti dello Stato Maggiore dell’esercito italiano all’agenzia di stampa Adn Kronos. E in effetti non ci vuole un costituzionalista per capire che Matteo Salvini, nella foga di uscire dall’angolo in cui è finito dopo l’escalation di tensione in Libia e la sconfessione di tutta la sua strategia di contenimento delle partenze e degli sbarchi di migranti, l’ha combinata davvero grossa. Roba da mozione di sfiducia immediata, se fossimo un Paese con un’opposizione.

Ricapitoliamo, per chi se l’è persa tra le fiamme di Notre-Dame e i gol dell’Ajax: Matteo Salvini avrebbe emanato una direttiva di chiusura a doppia mandata dei porti italiani e delle acque territoriali italiane anche alle navi dell’ong Mediterranea che battono bandiera italiana, indirizzandola anche al capo di Stato maggiore della Difesa e a quello della Marina militare, forze armate che non sono dipendenti dal Viminale. Fosse anche una svista, sarebbe una svista gravissima: non esiste politico che non sieda al dicastero della difesa che possa permettersi di dire alle forze armate quel che devono fare. In una democrazia liberale, perlomeno.

C’è da sperare che qualcuno non si faccia intimidire dal consenso e dall’arroganza del leader leghista e provi a chiedere conto, ad esempio, delle affermazioni sui 500 terroristi in libera uscita dalle carceri libiche pronti a sbarcare in Italia. Esiste un’informativa in merito, delle prove a suffragio di tale tesi?

Il problema è che non è una svista: secondo Salvini, “la direttiva sui porti è doverosa, oltre che legittima, a fronte di un pericolo imminente”. Si appella, il titolare del Viminale, agli articolo 11 e 12 sul testo dell’immigrazione secondo cui al Ministro dell’interno è demandata la possibilità di emanare "le misure necessarie per il coordinamento unificato dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana”, con le navi della marina militare che "possono essere utilizzate" per "concorrere alle attività di polizia in mare". Tutto vero? Sì, previo consenso del ministero della difesa e del Presidente della Repubblica, capo supremo delle forze armate, che allo stato attuale pare non esserci: “Quelli della Libia sono rifugiati e si accolgono”, ha dichiarato il ministro della difesa Elisabetta Trenta. “Non ho tempo di vaneggiare, come fa qualcun altro”, l’ultimo siluro inviato in direzione del Viminale.

C’è da sperare, e ci rivolgiamo sia alle opposizioni sia al Movimento Cinque Stelle, che quel siluro non rimanga isolato. Che qualcuno non si faccia intimidire dal consenso e dall’arroganza del leader leghista e provi a chiedere conto, ad esempio, delle affermazioni sui 500 terroristi in libera uscita dalle carceri libiche pronti a sbarcare in Italia. Esiste un’informativa in merito, delle prove a suffragio di tale tesi? O è solo un pretesto per chiudere le porte ai profughi libici in fuga dalla guerra, che potrebbero sconfessare tutta la strategia di Salvini sul contenimento dei flussi migratori? Chiediamo, sperando che qualcuno lo chieda per noi a un ministro finito di nuovo sotto indagine per sequestro di persona per i 47 migranti tenuti a bordo della Seawatch per dieci giorni. Chiediamo, sperando che le parole di Di Maio - “Se veramente abbiamo il problema di 800mila migranti in Italia, di certo non li fermi con una direttiva che nessuno ha mai ascoltato” - non siano il solito gioco delle parti. Messo con le spalle al muro, chi sceglierebbe, Di Maio? Salvini o Trenta? Basterebbe una mozione di sfiducia per far cadere il governo, o scoperchiare il bluff della presunta fronda Cinque stelle. Sveglia, opposizioni.

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