Dietro le quinte
17 Aprile Apr 2019 0600 17 aprile 2019

Far west Scala: biglietti da più di 3000 euro pagati in contanti (e misteriosi furti in teatro)

In base ai documenti di cui Linkiesta è entrata in possesso, tra il 2016 e il 2017 alla Scala si sono registrati circa una quarantina di casi di pagamenti in contanti sopra la soglia massima dei 3mila euro, che non sarebbero stati però segnalati come previsto dalla legge

Scala Milano Linkiesta
(Miguel MEDINA / AFP)

Biglietti e abbonamenti per opera e balletto pagati in contanti, anche per somme sopra la soglia dei 3mila euro prevista dalla legge antiriciclaggio. Alla biglietteria della Scala di Milano i conti non tornano ancora. Nonostante la lotta al bagarinaggio dichiarata dal sovrintendente Alexander Pereira, i licenziamenti di tre dipendenti e il “repulisti” annunciato con una nuova responsabile di biglietteria, c’è ancora qualcosa nel bilancio dei biglietti e degli abbonamenti venduti dal teatro che continua a non quadrare.

In base ai documenti di cui Linkiesta è entrata in possesso, tra il 2016 e il 2017 al Piermarini si sono registrati circa una quarantina di casi di pagamenti in contanti sopra la soglia massima, che – secondo fonti interne – non sarebbero stati però segnalati come previsto dalla legge.

Tutto è registrato nelle stringhe del sistema di cassa con un codice numerico per ogni ordine: si va dai pagamenti di poco sopra la soglia dei 3mila euro fino a superare i 25mila euro cash in un’unica tranche. In parte potrebbero trattarsi di errori degli operatori: in alcuni casi infatti l’operazione è stata registrata, e più avanti sono state apportate delle correzioni. E in molti casi, la direzione della Scala potrebbe non essersene neanche accorta.

Ma in almeno due di queste operazioni la direzione è intervenuta contestando l’incasso extra soglia ai dipendenti. Due pagamenti, di aprile e agosto del 2017, rispettivamente di 4.048 euro e 8.250 euro, sarebbero stati effettuati da uno stesso dipendente del teatro, che avrebbe quindi acquistato diversi biglietti in un’unica operazione. La fondazione si è accorta dell’irregolarità, e l’impiegato ha subito una contestazione disciplinare e una multa. E uno dei due operatori di biglietteria che hanno accettato i pagamenti sopra soglia ha ricevuto, a sua volta, una contestazione. Il versamento degli 8.250 euro è stato inserito, infatti, come ulteriore aggravante proprio nella lettera di licenziamento di uno degli operatori di biglietteria già licenziati per l’affaire bagarinaggio, poi escluso dal giudice. Per l’altro operatore, invece, non sarebbe stato preso alcun provvedimento né contestata alcuna irregolarità.

Si va dai pagamenti di poco sopra la soglia dei 3mila euro fino a superare i 25mila euro cash in un’unica tranche

La legge antiriciclaggio prevede, per i pagamenti dai 3mila euro in su, l’obbligo di utilizzo di strumenti tracciabili – dal bonifico alla carta di credito. Nel caso in cui l’incasso sia avvenuto comunque, l’intermediario è obbligato a segnalare il movimento a Bankitalia, pena una sanzione fino a 15mila euro. E le cifre sopra soglia, si sa, non sono rare nei prezzi dei biglietti per assistere agli spettacoli della Scala: il posto unico di abbonamento all’opera costa 2.400 euro, ma per un palco da sei posti si va oltre i 12mila euro. Il rischio, quindi, è che ora La Scala possa incorrere in cospicue sanzioni per le mancate segnalazioni.

Ma alla biglietteria del teatro, i conti non tornano neanche sui moduli di incasso. Con diverse discrepanze tra il versamento dichiarato dagli operatori di biglietteria e quello realmente contabilizzato in banca. E relativi ammanchi anche fino a quasi 2mila euro. L’invio dei moduli dalla biglietteria all’amministrazione con circa cinque mesi di ritardo non ha poi agevolato la cosiddetta “riconciliazione”. Soprattutto se si pensa che alcuni degli operatori, con contratto da interinale, non lavorano più in biglietteria da tempo e quindi riannodare il bandolo della matassa è molto complesso. La biglietteria lo scorso anno è stata “riconciliata” a inizio febbraio, e il bilancio presentato a marzo. Quest’anno, a metà aprile, il bilancio non si è ancora visto.

I conti non tornano neanche sui moduli di incasso. Con diverse discrepanze tra il versamento dichiarato dagli operatori di biglietteria e quello realmente contabilizzato in banca

Dopo l’indagine interna sui presunti casi di bagarinaggio, dal 2017 La Scala ha licenziato tre addetti di biglietteria. Per uno di loro, Claudio Parisi, il giudice del lavoro ha accolto parzialmente il ricorso: la sentenza parla di provvedimento sproporzionato e mancanza della prova del bagarinaggio, senza prevedere però il reintegro ma solo il risarcimento. Nel frattempo, dopo che tra i licenziati è finito pure il marito della ex responsabile di biglietteria, il teatro ha nominato d’urgenza e senza concorso una nuova dirigente, Manuela Fraschetti, incaricata di fatto di fare pulizia in una situazione così contorta. E il teatro ha varato un nuovo regolamento sulla circolazione interna dei biglietti. Fino ad allora, come abbiamo già raccontato, era stato chiuso più di un occhio, tra accrediti stampa ceduti anche a chi giornalista non è (con tanto di foto social a documentarlo) e la prassi collaudata dei biglietti scontati venduti internamente ai dipendenti.

La biglietteria è stata fatta traslocare nuovamente dal mezzanino della metro Duomo al teatro, con l’intento dichiarato di avere maggiore controllo e trasparenza. Ma la pulizia invocata da Pereira sarebbe tutt’altro che semplice. Con gli storici abbonati e affezionati all’opera per giunta infastiditi per esser ormai ricevuti solo in portineria, al di là dei tornelli di ingresso. Un regime che però non è riuscito neanche a scongiurare i furti. L’ultimo, a fine febbraio, quando sono stati rubati un violino e un arco per un valore complessivo di oltre 27mila euro. Gli inquirenti non escludono che il ladro possa essere una persona che lavora in teatro. E, a quanto pare, non sarebbe neanche l’unico caso negli ultimi anni. I più informati parlano di circa 15mila euro spariti dalla cassaforte della biglietteria, sui quali il teatro avrebbe prima sporto e poi ritirato la denuncia.

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