Frontex 2.0
18 Aprile Apr 2019 0600 18 aprile 2019

Fortezza Europa: in arrivo 10mila soldati in più per controllare le frontiere (ma non basteranno)

L’Agenzia che si occupa del controllo dei confini europei avrà un corpo militare più ampio nei prossimi otto anni. Il compito resterà lo stesso: bloccare l’immigrazione clandestina, favorire i rimpatri. Ma le sfide del futuro sono enormi

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CREDITHANDOUT / FORCA AEREA PORTUGUESA / AFP

La soddisfazione c’è già. I diecimila soldati in più arriveranno tra un po’. In un periodo compreso, come spiega il commissario europeo all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, tra il 2020 e il 2027. È il nuovo piano approvato dal Parlamento europeo a Strasburgo per rinforzare la guardia di frontiera e costiera europea: Frontex (l’Agenzia Europea che si occupa della salvaguardia dei confini) potrà contare su un nuovo corpo permanente, diecimila in più, appunto, che si occuperà sia del controllo preventivo (evitare gli accessi) sia del rimpatrio di chi è entrato senza averne diritto.

Più uomini, insomma, ma anche qualche potere in aggiunta. Nel corso dei sette anni in cui verrà implementata la nuova Frontex, sarà creato anche un corpo speciale per le emergenze.

Il compito principale, come è intuibile, sarà il controllo di frontiera, ma – si premurano di specificare – sono comprese misure che agevoleranno chi le attraversa in modo legittimo. Nel mirino c’è la criminalità transfrontaliera e, inoltre, il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e il terrorismo. Le nuove norme prevedono di aumentare la cooperazione con l’ufficio europeo per l’asilo (EASO), mentre il nuovo contingente aiuterà a rendere più veloci le procedure di rimpatrio negli Stati membri.

Nel mirino c’è la criminalità transfrontaliera e, inoltre, il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e il terrorismo

«In tutte le tappe dell’iter di questa legge», sostengono sia Avramopoulos che la relatrice maltese Roberta Metsola, «il nostro principio guida è stato quello di essere giusti con chi aveva bisogno di essere protetto, fermi con coloro che non sono ammissibili e duri con chi sfrutta le persone più vulnerabili del pianeta». L’accordo, portato a conclusione a tempo record, arriva proprio al termine dei lavori parlamentari di questa legislatura. È, la risposta, chissà quanto efficace, al problema dei problemi, il dramma che ha caratterizzato gli ultimi anni dell’Unione Europea e ha rischiato di farla implodere.

«Adesso la situazione è sotto controllo», ha aggiunto Avrampoulos, ma le sfide del futuro sono molto preoccupanti. Per questo, spiegano occorre attrezzarsi. Chissà se 10mila uomini in più potranno bastare.

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