Dossier
Greenkiesta
1000 alberi 100 giorni
19 Aprile Apr 2019 0600 19 aprile 2019

Grazie! Ora i nostri 1000 alberi saranno piantati anche in Guatemala

Questa settimana sosterremo la riforestazione nell'area rurale del Petén, a nord del Guatemala. È lì che Treedom pianterà gli alberi per chi appoggia l’iniziativa de Linkiesta

Guatemala Deforestazione_Linkiesta
CARLOS ALONZO / AFP

Per la nostra campagna “1000 alberi in 100 giorni” (si può aderire qui) ci siamo rivolti a Treedom, piattaforma web nata in Italia nel 2010 che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 2010, Treedom ha piantato più di 400mila alberi in Africa, America Latina, Asia e Italia. Alberi, non è secondario, che vengono piantati direttamente da contadini locali e contribuiscono a produrre benefici sociali ed economici, oltre a quelli ambientali. Questa settimana Treedom pianterà gli alberi che ci donerete nell'area rurale del Petén, a nord del Guatemala, aiutandoci con la piantumazione di 30 alberi a titolo completamente gratuito, come sostegno al progetto.

Questa settimana Treedom pianterà gli alberi che ci donerete in Guatemala, nell’area rurale del Petén, aiutandoci con la piantumazione di 30 alberi a titolo completamente gratuito, come sostegno al progetto

Il progetto che realizzeremo in collaborazione con AMKA Onlus prevede la piantumazione di alberi da frutto, nell’area rurale del Petén a nord del Guatemala coinvolgendo le comunità di Nuevo Horizonte, Juleque, Sapote, El Barrio e Pato. Proprio insieme alla comunità e agli esperti di AMKA, abbiamo individuato nelle specie da frutto, il perno del nostro progetto per garantire i migliori benefici ambientali e sociali. Verranno infatti piantati alberi di: Lime, Mandarino, Mango, Cacao, Graviola (conosciuta anche come Corossole o Guanàbana), Sapote (tradizionale albero da frutto assai diffuso presso le civiltà precolombiane dell'America Centrale), Guava e Arancio.

Gli alberi saranno piantati in sistemi agroforestali su piccola scala, secondo i principi della Permacultura, che mira ad integrare spazi verdi in aree antropizzate. Tale approccio imita i processi naturali, creando consociazioni di specie diverse che andranno a costituire un sistema complesso dal punto di vista fisico (per meglio occupare gli strati arborei, arbustivi, erbacei e sotterranei), chimico (per ottenere una diversificazione del rilascio ed acquisizione di microelementi dal terreno) e biologico (per garantire la massima biodiversità animale, vegetale e micotica).

Per questo il progetto mirerà a formare consociazioni dei nuovi alberi con le specie ortive normalmente già coltivate in loco. Il fine è quello di ottenere una serie di benefici specifici (oltre al naturale assorbimento di CO₂): i campi saranno caratterizzati da copertura vegetale durante tutto l’anno, riducendo al minimo i rischi di erosione e mineralizzazione dei terreni. Le coltivazioni non saranno più monospecifiche e monoplane e la complessità di interazioni del nuovo sistema agronomico, ridurrà gradualmente il bisogno di apporti esterni in termini di concimazioni chimiche e pesticidi.
La diversificazione della produzione permetterà anche una dieta più varia, con un conseguente aumento della sicurezza alimentare delle comunità. Il progetto è volto a garantire un raccolto costante e diversificato durante l’anno, così da tutelare i contadini dalle fluttuazioni del mercato, dalle difficoltà climatiche e dall’eventualità di malattie di singole specie.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook