Dossier
Greenkiesta
19 Aprile Apr 2019 0801 19 aprile 2019

Evviva la rompipalle: i vostri problemi con Greta Thunberg sono la nostra gioia

Libero, il Messaggero e il Giornale sono i megafoni di una campagna negazionista del cambiamento climatico volta a delegittimare Greta e la sua protesta: benissimo, perché finalmente se ne parla. E la minaccia allo status quo, finalmente, è reale

Schermata 2019 04 19 Alle 08

Arriva la rompipalle, titolava ieri Libero. Chi c’è dietro la favola green, gli aveva fatto eco il Messaggero, il giorno prima. Il comunismo verde dei “gretini” sbarca in Vaticano, chiosa oggi il Giornale. E non c’è niente da fare, qui si sorride (e parecchio) di fronte a questa ondata (sempre meno) passivo e (sempre più) aggressiva nei confornti dell’attivista sedicenne Greta Thunberg, l’adolescente svedese ieri e oggi in Italia, che col suo solitario sciopero scolastico contro il cambiamento climatico iniziato lo scorso agosto ha progressivamente innescato una mobilitazione globale per l’ambiente, fatta soprattutto di giovani e giovanissimi.

Si sorride, perché il tentativo di delegittimazione e character assassination di Greta Thunberg è direttamente proporzionale alla potenza del suo messaggio. Fosse un bolla destinata a sgonfiarsi naturalmente, non riceverebbe alcuna attenzione. In realtà, i Friday for Future sono un movimento che sta montando e che si sta consolidando. Le iniziative si moltiplicano, gli endorsement pure - qualche settimana fa, migliaia di scienziati, ieri Papa Francesco - e la politica inizia a mettere le questioni ambientali sempre più in alto nell’agenda. Brutto colpo per chi era abituato a campare di emergenze migranti e sicurezza.

Si sorride, perché i nostri amici di Libero, del Messaggero, del Giornale e chi ne muove i fili, non hanno il coraggio di fare la vera battaglia che vorrebbero, quella del negazionismo climatico. La faranno, statene certi, una volta delegittimata per bene Greta Thunberg

Si sorride, perché è vero, Greta Thunberg è un personaggio molto difficile da attaccare: è giovane, è donna, ha la sindrome di Asperger. Chi ha provato a farne un personaggio luciferino, appellandosi alla fisiognomica - la faccia da mostro, le orride treccine - si è guadagnato solo pernacchie dall’opinione pubblica. E in fondo, l’unico modo per farlo, è aggirarla, e provare a rimestare nel torbido alle sue spalle, sperando di trovare qualcosa che non va. Per ora, due genitori, un webmaster, qualche organizzazione ambientalista e qualche politico socialdemocratico che la consiglia, forse. Diciamo che le lobby petrolifere - quelle che non vorremmo stessero dietro ai titoli di Libero, del Messaggero e del Giornale - fanno un po’ più paura di così, se proprio vogliamo fare un paragone.

Si sorride, perché la guerra a Greta svela anche, finalmente, l’odio generazionale di un pezzo di establishment italiano verso i più giovani. Non che la scelte politiche di questi anni non ce ne avessero dato misura. Ma leggere commenti sprezzanti sui “gretini” come fossero una specie di esercito di integralisti lobotomizzati e rompicoglioni, e non invece gli abitanti del pianeta di domani che chiedono conto di come gli è stato lasciato in eredità, non fa che rafforzare il concetto. Tornate a scuola, gli dicono, come se questi ragazzi già ora non fossero più consapevoli di loro di ciò che sta accadendo alla Terra. Cominciate voi a cambiare le vostre abitudini, come se il problema fossero davvero i comportamenti individuali dei sedicenni occidentali. Siete “ecologia per ceti medio-alti riflessivi” (maestro Fulvio Abbate, tu quoque?), ignorando che quei ragazzi che scendono in piazza sono già oggi i nuovi poveri, perlomeno in Italia, con un pianeta in rovina, una crescita asfittica, un welfare in ritirata e un debito pubblico micidiale in eredità. Sono riflessivi per necessità, non per noia.

Si sorride, perché i nostri amici di Libero, del Messaggero, del Giornale e chi ne muove i fili, non hanno il coraggio di fare la vera battaglia che vorrebbero, quella del negazionismo climatico. La faranno, statene certi, una volta delegittimata per bene Greta Thunberg, quando avranno campo libero per dirci che la benzina fa bene, che le microplastiche non esistono, che gli oceani sono puliti, che il clima non sta cambiando, che sta cambiando per colpa dell’allineamento astrale, e che 10 miliardi di persone possono continuare a consumare come niente fosse, che tanto il pianeta ha risorse illimitate per far fronte al nostro bisogno di spendere.

Si sorride, perché finalmente la guerra è cominciata. Perché l’unica cosa che vi servirebbe davvero è il silenzio. E invece ci state aiutando a fare rumore.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook