note salvifiche
20 Aprile Apr 2019 0600 20 aprile 2019

Insegnate la musica e la danza agli anziani: staremo tutti meglio (anche i conti del servizio sanitario nazionale)

È la campagna inglese contro la demenza senile: un fenomeno in crescita che, tra pochi anni, potrà diventare una vera e propria piaga. Ma la soluzione è molto più semplice di quanto si immagini

anziano-musica
da Pxhere

Meno medicine, più musica e danza. Secondo alcuni studi condotti dalle autorità mediche inglesi (in particolare il ministero della Salute), ai pazienti che soffrono di demenza senile dovranno essere prescritte ore di musica e di movimento ritmato. Riducono il loro stress (al ministero lo chiamano “agitazione”) e consentono di risparmiare sulle medicine (e sui loro effetti, non sempre positivi).

Sembra un affare secondario, ma non lo è: la demenza senile colpisce, solo nel Regno Unito, circa 850mila persone ogni anno. Nel 2025 (cioè tra sei anni) la previsione è di un milione di persone. Il costo della medicalizzazione, oltre a diventare molto gravoso, non permette nemmeno di garantire una vita tranquilla all’anziano. La musica, al contrario, sì: per questo è partita la campagna nazionale inglese Music for Dementia 2020. Tutti coloro che ne sono affetti avranno accesso a sessioni di ascolto e di produzione musicale e coreografica entro il 2020.

“La musica può diventare, per queste persone, una scialuppa di salvataggio”, spiega Grace Meadows, direttrice della campagna. “Migliora i momenti passati con i parenti, gli amici e i medici. Per loro queste cose non sono un piacere, ma una necessità”. E si scopre una cosa importante: che l’impatto della musica non è dovuto tanto nella proprietà intrinseca dei suoni, quanto “nella dimensione sociale di chi ascolta e fa musica. Vivere esperienze sociali significative, condivise e importanti aiuta a rallentare e a sopportare i sintomi dela demenza senile”. Insomma, gli anziani che passano il tempo in compagnia attiva stanno meglio. Non è una questione di cosa si fa, ma di solitudine diminuita.

Lo dimostrano i risultati di un piano in cui è coinvolta anche la Royal Philarmonic Orchestra: con le lezioni di musica e ascolto diminuiscono i mancamenti, gli attacchi epilettici e gli attacchi d’ansia. Gli anziani formono meglio, hanno più concentrazione e memoria. Di conseguenze hanno meno bisogno di medicine. Chi l’avrebbe detto (verrebbe da dire in modo ironico) che coinvolgere i vecchi in attività di gruppo avrebbe fatto loro bene.

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