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20 Aprile Apr 2019 0600 20 aprile 2019

Basta sprechi: ecco come passare una Pasqua tutta green

Evitare di caricarsi di carte e plastiche, scegliere di comprare prodotti con packaging ecologico, inventare nuove idee per il riutilizzo dei materiali. Il modo migliore per una Pasqua giusta

Easter Egg linkiesta

Poche cose inquinano di più delle festività: voli (alcuni perfino intercontinentali), viaggi su e giù per la penisola e, soprattutto, tanto packaging inutile. A Pasqua il rischio c’è: uova, colombe, coniglietti sono adornati da fili e plastica che, a questo punto della nostra storia umana, dobbiamo cominciare a prendere sul serio. E la cosa migliore è seguire la regola delle tre “R”

Ridurre: è difficile, ma a Pasqua la cosa migliore è evitare il packaging eccessivo. Tutto, a cominciare dalle uova di cioccolato, è avvolto da alluminio e plastica. Limitare gli acquisti e i consumi avrà un vantaggio triplo: aiuta l’ambiente, salva le diete altrui e consente perfino di risparmiare.

Riutilizza: altrimenti, si può ricorrere a prodotti con packaging proveniente da materiale riciclato, oppure comprare decorazioni di seconda mano (se se ne ha il coraggio) da bancarelle o negozi di beneficienza. Il mantra da interiorizzare è il seguente: i prodotti monouso sono il male, quelli riutilizzabili il bene. In quest’epoca manichea è bene sapersi posizionare al posto giusto.

Reinventa: è quello che si fa quando il materiale riciclabile lo si ha già in casa: riutilizzare scatole usate, contenitori delle uova (finite quelle di gallina, si possono utilizzare per quelle, piccole, di cioccolato), ricucire vecchie carte per creare nuove confezioni per i dolci e le colombe. Di sicuro, se si decide di decorare le uova (quelle vere) è meglio farlo sapendo già che si cucineranno (e non si butteranno) – e anzi, si potrebbe perfino raccontare una storia/ricetta proprio con le uova. E il cioccolato, perché non scioglierlo e rimodellarlo a piacimento?

La Pasqua è una occasione per stare in famiglia e inventare momenti magici insieme. Se questi, poi, non cedono alle leggi del consumo e nemmeno a quelle dell’inquinamento, è solo meglio per tutti.

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