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26 Aprile Apr 2019 0600 26 aprile 2019

Ripiantare una foresta di mangrovie: in Myanmar lo fanno con i droni

L’iniziativa consente di risparmiare tempo e di raggiungere aree distanti, isolate o molto vaste. In ogni caso l’intervento degli abitanti del luogo rimane necessario: sono loro che hanno tagliato, sono loro che devono imparare a rispettare le piante

drone-mangrovia
da Max Pixel

Dove non arriva l’uomo, ci arriva benissimo il drone. Un principio che vale anche nella semina di nuove mangrovie. Almeno, questo è quanto accade nel sud di Yangon, in Myanmar, dove la nonprofit Worldview International Foundation ha deciso di allargare il proprio campo di azione e di coinvolgere la tecnologia per estendere la semina. Dal 2012 il progetto prevedeva di aiutare gli abitanti della zona a piantare nuovi alberi (finora sarebbero stati sei milioni). Un gesto manuale che, però, rischia di andare un po’ troppo per le lunghe se si considera che l’idea è di restaurare almeno 350mila ettari di foresta costiera.

Che fare? Semplice, far intervenire i droni. Dieci di loro, manovrati da due operatori, possono (almeno in teoria) piantare 400mila alberi al giorno. Sorvolano l’area, analizzano la topografia e le condizioni del suolo e le confrontano con i dati del satellite. In questo modo decidono quali aree è meglio coltivare e quali è meglio trascurare. Dopodiché passano all’azione: si levano in volo e lanciano sul terreno prescelto capsule biodegradabili, riempite con semi arrivati a germinazione e nutrienti.

Basta? Non è detto. Le condizioni per ricreare una foresta di mangrovie sono complicate: oltre alle condizioni del terreno, bisogna piantare abbastanza lontano da riva, altrimenti le onde possono lavare via tutto. Il processo può essere facilitato oppure ostacolato dall’intervento delle specie animali della zona.

In ogni caso, si premurano di far sapere gli organizzatori del progetto, “è importante anche l’intervento umano”. Non solo perché i droni alcuni limiti li hanno, ma anche perché “riforestare le coste birmane significa educare al rispetto della natura e delle piante. Gli alberi una volta c’erano: se adesso non ci sono più è perché sono stati tagliati dalla gente del posto”.

Le mangrovie hanno la proprietà di poter immagazinare più CO2 delle piante di terra (la loro deforestazione è responsabile, ogni anno, della produzione di 24 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno), sono una buona protezione fisica di fronte alle tempeste (nel 2008 il ciclone che ha colpito il Paese ha ucciso circa 100mila persone anche a causa della scomparsa delle mangrovie). E oggi, di fronte alle sfide di un clima che cambia sempre più in fretta, ricostruire questa muraglia è più necessario che mai.

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