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26 Aprile Apr 2019 0600 26 aprile 2019

Mezzogiorno green: c’è un Sud che punta sull'ambente per crescere (e diventare un modello da seguire)

Eolico, fotovoltaico, nuove tecnologie possono trasformare regioni come la Sicilia in un centro vitale per la green economy di tutto il Mediterraneo. E la prima edizione di Eco-Med, il green expo di Catania (11-13 aprile) punta proprio su questo

Lavoro green_ Linkiesta

Il Meridione, si sa, non è una potenza economica. Il tessuto industriale del sud Italia è debole, frammentato, e il confronto con il Nord è spesso inglorioso. Le cose però, forse, stanno per cambiare. Dopo anni in cui il futuro è sembrato incerto, il Sud sembra aver scovato la panacea per tutti i suoi i mali: si chiama green economy. L’economia verde è una corda a cui aggrapparsi in un momento difficile come questo, e la resa è assicurata, parlano i dati.

Partiamo dalla Sicilia che, con le sue 474 imprese, alla fine 2018 risultava la settima regione per numero di start up registrate, e la prima tra le regioni del Sud in rapporto al totale di nuove società di capitali, collezionando un 2,06% - dati dell’ultimo rapporto trimestrale del Ministero dello Sviluppo Economico e InfoCamere. L’esempio virtuoso del Sud però è il modello campano. La Campania infatti è la prima regione del Sud e al settimo posto in Italia per numero assoluto di imprese che hanno investito in tecnologie e prodotti verdi, collezionando 24mila imprese green. Napoli e provincia sono al terzo posto a livello nazionale dopo Roma e Milano con oltre 12.750 imprese verdi presenti, ovvero il 21% delle imprese green sul totale delle imprese della provincia. A seguire troviamo la provincia di Salerno, che è ventesima a livello nazionale, con 4.320 imprese green e il 16,5% di incidenza percentuale. Infine, non dimentichiamoci della Puglia, leader per la produzione di energia eolica e fotovoltaica che ad oggi produce il 25,4% della propria energia grazie a fonti rinnovabili, addirittura più di quanto ne utilizzi.

Il Sud, dunque, può ripartire da questo patrimonio per costruire il futuro della green economy. Come? La risposta potrà sembrare fuori luogo: costruendo un ponte tra il sud Italia e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo attorno ai temi chiave dell’economia circolare. È questa l’ambizione di “Eco-Med”, green expo alla prima edizione che si è svolto a Catania dall’11 al 13 aprile 2019. Per tre giorni professionisti, imprese, espositori, ricercatori e istituzioni «hanno avuto l’occasione di confrontarsi sulle ultime novità in ogni settore di specializzazione, beneficiando anche di eventi, seminari e altri momenti dedicati all’approfondimento e all’incontro tra domanda e offerta», si legge nel comunicato. Eco-Med è molto più di una fiera: l’ambizione è quella di sfruttare le best practices che verranno presentate durante i saloni per mettere in rete istituzioni e imprese del Mezzogiorno con gli interlocutori delle comunità del Nord Africa e del Mediterraneo.

Vogliamo rendere la Sicilia un vero e proprio hub nel Mediterraneo. L’isola potrebbe diventare un ponte tra il know-how dell’industria rinnovabile italiana ed europea e i paesi del Nord Africa che sono ancora indietro nello sviluppo di questi settori

Salvatore Peci, presidente Ecomed

C’è necessità di sollevare nuovi interessi e possibili collaborazioni sugli aspetti della economia verde e circolare. «Vogliamo rendere la Sicilia un vero e proprio hub nel Mediterraneo. L’isola potrebbe diventare un ponte tra il know-how dell’industria rinnovabile italiana ed europea e i paesi del Nord Africa che sono ancora indietro nello sviluppo di questi settori», spiega a Linkiesta.it Salvatore Peci, presidente dell’evento. «La Sicilia, per la sua collocazione strategica è il luogo ideale dove sviluppare questo incontro. Quest’anno abbiamo ricevuto presenze da Libia, Algeria, Marocco e Tunisia. Per il prossimo anno ci aspettiamo di attirare una platea più larga di interlocutori da tutto il Nord Africa, sia per quanto riguarda la convegnistica che le esposizioni, con una forte presenza di ministri e delegazioni».

La Sicilia, quindi, si trasformerà nel centro vitale di un Meridione rilanciato dalla green economy. Tutto ciò è possibile? «Penso assolutamente di sì. Gli sforzi, sia del pubblico che del privato degli ultimi anni vanno in questa direzione – chiosa Peci -. Purtroppo in questo momento il sud Italia soffre tantissimo il problema dei rifiuti e c’è un arretratezza nel sistema energetico, ma si sta cercando di trovare delle soluzioni concrete a queste criticità. Per questo motivo a Eco-Med abbiamo raccontato le nuove avanguardie della sostenibilità, come la nuova edilizia 4.0, che riduce al minimo gli sprechi energetici». Ma ancora molto c’è da fare. Per ora, infatti, la maggior parte delle aziende che hanno esposto al salone provengono dal nord Italia: sono attratte dal mercato dell’energia e dello smaltimento dei rifiuti. «Fino ad oggi il Sud è stato dalla parte della domanda di servizi, ma le cose, un po’ alla volta, stanno cambiando», ammette Peci.

Eco-Med è solo alla prima edizione, ma visti i risultati ci sono grosse aspettative per il nuovo anno: «Il green expo alla seconda edizione sarà uno dei più importanti saloni a livello nazionale. Stiamo preparando delle sorprese, soprattutto in campo energetico». Il Meridione ora ha anche il proprio salone della sostenibilità. La strada verso la green economy è tracciata, e passa tra le maglie di un legame sempre più stretto con le comunità del Nord Africa: un piatto ricco che fa gola al sud Italia e potrebbe segnare il suo rilancio economico.

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