2 Maggio Mag 2019 0600 02 maggio 2019

Altro che i 49 milioni della Lega, con “Ti candido” il politico lo finanzi tu

Da due mesi la piattaforma politica "Ti candido" ha organizzato un crowfunding per finanziare nove candidati ai consigli comunali che hanno firmato un manifesto politico comune. L’obiettivo è fare lobbying dal basso e creare una classe dirigente che rispecchi la comunità

Ti Candido Il Potere Della Democrazia_Linkiesta
Ti candido

Ci sono nove candidati alle elezioni amministrative diversi da tutti gli altri. Sono i prototipi di un esperimento politico che potrebbe essere il nuovo modo di selezionare la classe dirigente del futuro. Un modello che non si basa sulle leadership individuali ma sostiene singoli politici espressione di comunità attive, di alleanze sociali e coalizioni civiche territoriali. Ovvero l’opposto di come emergono le candidature oggi, in un sistema dove i politici creano fondazioni e organizzano cene per essere finanziati da piccoli e grandi imprenditori o sono scelti nei caminetti di partito se si sono posizionati nella corrente politica giusta, oppure devono ringraziare una manciata di iscritti a un sito per la loro carriera politica. Invece Ti candido - Il potere della democrazia è una piattaforma, creata a febbraio da otto esperti di politica o comunicazione che lavorano nella pubblica amministrazione e nei comuni italiani con l’obiettivo di fare lobbying dal basso.

Finora sono stati donati seimila euro sui venticinquemila euro inseriti come obiettivo per finanziare i magnifici nove scelti tra una rosa di quaranta. Da Marwa Mahmoud 34 anni, candidata consigliera comunale del PD a Reggio Emilia a Mario Rosati, 57 anni, candidato sindaco di Urbino, a capo di una coalizione di centro sinistra fino al 24enne Giovanni Litt, candidato in una lista civica ambientalista a Spinea, in provincia di Venezia. Ma i candidati corrono anche a Livorno, Bari, Ferrara, Urbino. «Spinea ha 28 mila abitanti. Si pensa che il consiglio comunale di un comune così piccolo possa far ben poco. Invece con Ti candido ha capito che realtà così piccole possono essere rappresentative, luoghi di vera democrazia. E soprattuto fa rete. Perché la maggior parte dei candidati vengono da liste civiche che non dialogano spesso tra loro anche se hanno metodi e programmi simili, ma semplicemente non si conoscono», spiega Litt che userà i finanziamenti per donare dei fiori a chi si presenterà ai gazebo invece dei soliti volantini, un gesto per sensibilizzare sull’alto tasso di inquinamento del comune veneto.

Il rischio è quello di essere identificati come l’ennesima lista a sinistra di un’altra lista a sinistra. Per evitarlo il comitato ha privilegiato contesti in cui il centro sinistra si è presentato unito o liste civiche radicate sul territorio. Ti candido si ispira al comitato di azione politica progressista Justice Democrats nato per supportare dal basso candidati democratici più radicali e che ha portato al Congresso nelle elezioni di mid-term sette candidati fuori dagli schemi tradizionali tra cui Ilhan Omar e Alexandria Ocasio-Cortez. La differenza tra i due modelli è che il comitato americano ha scelto di finanziare candidati che avrebbero conteso la leadership dei democratici in Stati dove i repubblicani non avrebbero mai vinto come New York nel caso di Ocasio-Cortez. Justice Democrats e Ti candido non sono gli unici esempi. Un mese fa alcuni italiani a Bruxelles hanno fondato una piattaforma simile che guarda sempre al coinvoligmento dal basso di candidati progressisti, basata su crowfunding. Si chiama Progressive Acts ed è aperto ai candidati per le europee, parlamenti nazionali e amministrazioni locali. Anche attraverso questa piattaforma si potranno finanziare personalmente i nove di Ti candido con un crowfunding personale nel caso il donatore voglia supportare un candidato nello specifico. Il 70% delle donazioni andrà al singolo candidato, il 30% al comitato.

L'esperimento di "Ti candido" va in controtendenza rispetto al sentimento dell'opinione pubblica degli ultimi anni assecondato da molti politici che vedono nel finanziamento pubblico ai partiti il male assoluto

L'esperimento di Ti candido va in controtendenza rispetto al sentimento dell'opinione pubblica degli ultimi anni assecondato da molti politici che vedono nel finanziamento pubblico ai partiti il male assoluto. Ma così il rischio è che la politica diventi un privilegio per chi può permettersi una campagna elettorale dispendiosa e costringa chi ha poche risorse a farsi finanziare in modo poco trasparente offrendo in cambio qualcosa una volta al potere.«Questa è un'esperienza pilota però penso debba essere un modello replicabile di partecipazione perché pone temi di giustizia sociale spesso ignorati e abbatte le barriere economiche che impediscono alle persone di partecipare alle elezioni. Si ha tanta sfiducia nella politica, figuriamoci quando qualcuno si candida e chiede finanziamenti. Allora è bello Il fatto che siano altri a legittimare e a sostenerti può essere un canale decisivo per dare credibilità alla candidatura», chiarisce Mahmoud.

Alla base c'è un manifesto valoriale progressista che tutti i candidati devono sottoscrivere. I principi da rispettare vanno dalla parità di genere («contro la degenerazione narcisistica dei “maschi al potere”»), all’ecologia, economia circolare, “rifiuti zero”, trasporto ecologico, mobilità dolce, fino alla promozione di progetti dal basso, dalle associazioni di volontariato e la rigenerazione degli spazi pubblici. Tema perfetto per i consiglieri comunali, meno per possibili deputati e senatori, ma questo è un esperimento. Dopo maggio si tireranno le fila e il comitato deciderà se proseguire. «Abbiamo scelto di creare una comunità attorno a singole battaglie agendo in modo agile. Vedremo come andrà questo esperimento, cosa migliorare e cosa invece ha funzionato. Puntando sulla formazione politica e le tecniche di mobilitazione» spiega Davide Agazzi, uno dei fondatori di Ti candido che lavora nel Gabinetto del Sindaco Giuseppe Sala, al Comune di Milano.

Anche per questo il comitato di Ti candido è tra i promotori di "Mo' ti vengo a cercare", che si terrà l'11 e il 12 maggio a Roma. Una due giorni di formazione politica e networking organizzata dalla società statunitense Social changes che sta gestendo la campagna del socialisti europei alle elezioni di maggio per rinnovare il Parlamento europeo. L'obiettivo è quello di condividere le buone pratiche di campagna elettorale dal basso che si pratica negli Stati Uniti a cento attivisti chiamati "agitatori" in modo che possano sviluppare capacità, conoscenze, pratiche e reti relazionali. Tra i relatori ci saranno Becky Bond, Senior Adviser per la campagna presidenziale di Bernie Sanders del 2016 e Emma Rees è co-fondatrice di Momentum, il movimento di base che ha contribuito allo straordinario risultato del partito laburista inglese che ha superato il 40% dei voti pur non vincendo le elezioni.

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